Guida alla pensione, ecco come e quando è possibile chiederla

A che età è possibile ottenere la pensione, sia nel pubblico sia nel privato

Arriva un nuovo piano del governo per avviare la riforma previdenziale che da tempo viene annunciata. Al momento la situazione sul fronte dei privati, come ricostruisce il Corriere della sera, è questa: l’età anagrafica per le pensioni di vecchiaia resta fissata a 66 anni e 3 mesi per gli uomini e 63 anni e 9 mesi per le donne. Dal gennaio 2012, l’età delle donne è salita a 62 anni - soglia alla quale già nel 2013 sono stati aggiunti 3 mesi (per via dell’adeguamento alle speranze di vita) - ed è stata ulteriormente elevata a 63 anni e 9 mesi nel 2014.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi non cambia nulla. L'età di vecchiaia è stabilita a 66 anni e 3 mesi. Penalizzate le donne lavoratrici autonome, per le quali lo scalone del 2012 è stato di 3 anni e 6 mesi: l’età è passata da 60 a 63 anni e mezzo. Limite che è salito a 63 anni e 9 mesi nel 2013 e a 64 e 9 mesi nel 2014.

Novità invece per quanto concerne la pubblica amministrazione. L’età di vecchiaia per i pubblici dipendenti è fissata a 66 anni e 3 mesi. Per anni le dipendenti pubbliche hanno potuto beneficiare di un trattamento agevolato rispetto alle colleghe impiegate nel privato: potevano andare in pensione dopo 20 anni di servizio (15 anni se sposate o con figli). Ora la situazione è capovolta, con l’età pensionabile più alta nel pubblico rispetto al privato. Per gli appartenenti alla Pubblica amministrazione, compresi i dipendenti del settore sanità (Asl) è previsto il pensionamento d’ufficio al compimento dei 62 anni di età. Per i medici gli anni sono 65.

Si alza invece il limite per ottenere la pensione anticipata slegata dall'età anagrafica. Con la riforma Monti-Fornero, a partire dal 2012 per ottenere la pensione prima dell’età della vecchiaia non bastano più i classici 40 anni, ma ne occorrono più di 42: nel 2014 sono 42 e 6 mesi per gli uomini e 41 e 6 mesi per le donne.

Infine, qualora si chieda la pensione di anzianità prima dei 62 anni di età, l’assegno viene corrisposto, per la quota retributiva, con una riduzione pari all’1% per ogni anno di anticipo, percentuale che sale al 2%, per ogni anno di anticipo che supera i 2. Se si richiede la pensione anzianità dopo aver raggiunto i 42 anni a 60 anni, si riscuoterà, per la quota di pensione calcolata con il sistema retributivo (riferito all’anzianità accumulata sino a tutto il 2011), un assegno decurtato del 2%. Se invece la si richiede a 59 anni di età la decurtazione sale al 4%.

Commenti

Libertà75

Lun, 11/08/2014 - 14:28

ma le baby pensioni non esistono nel pubblico da più di 20 anni... comunque fare una tabella non guasta

Ritratto di stenos

stenos

Lun, 11/08/2014 - 15:37

Bastardi.

vince50

Lun, 11/08/2014 - 16:50

A volte non basta "chiederla",bisogna vedere se te la danno.

pittariso

Lun, 11/08/2014 - 20:57

Ma allora non é vero che sono gli imgrati a pagarci la pensione!Co questi parametri ce la paghiamo noi e forse anche quellA SOCIALE RICONOSCIUTa agli immigrati.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 30/08/2015 - 21:42

@pittariso: in Italia non ti regala niente nessuno ... da qualche parte devono rubarla per procacciarsela. Ossequi.