"Ha violato i domiciliari". L'ex della Marini torna in cella

Crac della Maxwork

Dai domiciliari al carcere. Giovanni Cottone(nella foto) è stato portato a San Vittore nella mattinata di ieri. Il Tribunale di Bergamo ha deciso il giro di vite nella misura cautelare, perché l'imprenditore avrebbe violato i termini degli arresti domiciliari.

Cottone, ex marito di Valeria Marini, è indagato nell'inchiesta sul crac della Maxwork. La società di impiego interinale con sede a Milano fino alla bancarotta del 2014 gestiva oltre 3mila lavoratori. Secondo la Procura di Bergamo, l'imprenditore ha portato avanti una serie di affari sospetti per telefono dalla propria casa milanese anche dopo gli arresti. Da qui la misura del carcere.

Oltre a Cottone tre settimane fa era finito ai domiciliari l'ex amministratore della società Massimiliano Cavaliere. Tra gli otto indagati anche l'ex questore di Bergamo Fortunato Finolli. Le accuse dei pm Maria Cristina Rota e Fabio Pelosi sono a vario titolo di bancarotta, truffa aggravata, peculato, reati tributari e bancari. Le indagini avevano rivelato un presunto processo di svuotamento delle casse della Maxwork da parte dei vertici dell'azienda e di persone collegate. Allo scopo di arricchirsi personalmente e acquistare quote di altre società in modo insensato, raggirando l'Inps e il Fisco. Nell'interrogatorio di garanzia Cottone aveva sostenuto di non aver dato alcun contributo «alle presunte attività di bancarotta effettuate dagli amministratori». Il manager aveva negato un proprio ruolo nel crac, ricordando di non aver ricoperto incarichi alla Maxwork. Per quanto riguarda la presunta corruzione che lo vede coinvolto insieme a Finolli, aveva dichiarato che i regali e i favori si spiegano con la loro amicizia trentennale.