Gli hacker violano Difesa e polizia: dati rubati

Il gruppo di pirati informatici Anonymous ha pubblicato sul suo blog nomi, documenti, dati personali, numeri di telefono di esponenti delle forze armate, delle forze dell'ordine e delle istituzioni: «Siamo in possesso - riferiscono gli hacker - di una lista di dati personali relativi al Ministero dell'Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo». Nella loro rivendicazione, gli hacktivisti hanno affermato di essere entrati in possesso dei «vostri nomi, i vostri contatti telefonici, le vostre residenze. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d'affitto, buste paghe e molto altro».

I pirati informatici sarebbero venuti in possesso anche di uno scambio di email tra funzionari di palazzo Chigi e altri appartenenti alle forze di polizia relativo ai sopralluoghi effettuati per la visita del premier Gentiloni a Bologna, atteso all'inaugurazione di Fico Eatalyworld.

L'attacco informatico, confermato dalla polizia postale, è avvenuto sabato scorso. Le forze dell'ordine tuttavia sminuiscono la portata della falla. La polizia ha comunicato che i file pubblicati dagli hacker provengono da due sole caselle di posta elettronica: di un dipendente della Difesa e di uno della Polizia di Stato: «Nella successiva rivendicazione sono stati pubblicati in rete indirizzi mail e documentazione sottratte dalle caselle email personali» di due soli funzionari, ha riferito la polizia. L'attacco informatico, che sarebbe stato subito intercettato, non avrebbe causato altri buchi alla sicurezza: «Le attività d'indagine tecniche avviate nell'immediato, non hanno al momento evidenziato ulteriori compromissioni di sistemi informatici istituzionali».

Non è la prima volta che Anonymous viola siti governativi e istituzionali. Alcune delle sue azioni più eclatanti hanno portato a sabotare la biglietteria online dell'Expo, il sito della polizia e quello del ministero degli esteri. Dopo alcuni interventi repressivi della polizia che hanno condotto ad alcuni arresti, sembrava che l'ala italiana del movimento fosse stata ridotta al silenzio. Anche se, data la sua struttura orizzontale, senza capi e una struttura riconosciuta, l'organizzazione può facilmente rigenerarsi.