Dopo Harvey ecco il nuovo uragano Irma I venti a 300 all'ora devastano i Caraibi

Già due le vittime nelle Antille francesi. Macron: il bilancio sarà pesante

Davide Zamberlan

Dopo Harvey, ecco Irma. Mentre a Houston, in Texas e nelle aree del Golfo del Messico devastate dal passaggio dell'uragano Harvey della scorsa settimana continuano la stima dei danni e il conteggio dei morti per il momento le vittime sono oltre 60, con il governatore del Texas che ha parlato di costi per la ricostruzione che potrebbero aggirarsi attorno ai 180 miliardi di dollari un nuovo uragano, denominato Irma, si è abbattuto sui Caraibi provocando già due vittime nei Territori d'Oltremare francesi, come ha comunicato il ministro dell'Interno di Parigi. «Già ora - ha dichiarato in serata il presidente Emmanuel Macron - posso dire che il bilancio sarà pesante».

Rafforzatosi nella notte fino a essere classificato di categoria 5, quindi «potenzialmente catastrofico», Irma ha scatenato venti da oltre 185 miglia orarie, circa 295 chilometri l'ora, con raffiche di oltre 200 miglia all'ora. Una forza superiore a quella dell'uragano Katrina, che si abbatté nella zona del Golfo del Messico nel 2005 sommergendo New Orleans e causando 1.800 morti, con un costo per gli Stati Uniti di circa 100 miliardi di dollari. Un precedente tutt'altro che rassicurante.

Ieri Irma si è scagliato sulle Antigua e Barbuda, sull'isola franco-olandese di Saint Martin e sulle isole francesi Saint Barthelemy e Saint Martin, interrompendo le comunicazioni e causando gravi danni a case e edifici pubblici.

Avanzando a circa 20 chilometri l'ora, Irma ha poi proseguito la sua corsa investendo Portorico. Lambirà oggi la costa della Repubblica Dominicana per poi puntare, secondo la traiettoria stimata dal National Hurricane Center, il centro nazionale per gli uragani degli Stati Uniti, verso Bahamas, Cuba, dove per la costa orientale è stato dichiarato lo stato di allerta, e Florida. Gli esperti ritengono che Irma manterrà anche nelle prossime ore la sua forza, una potenza talmente devastante da renderlo il più potente uragano formatosi sull'Atlantico dopo Allen, che nel 1980 generò venti fino a 195 miglia orarie.

Il governo delle Bahamas ha già provveduto a ordinare un'evacuazione obbligatoria del sud del paese, i cui abitanti sono stati trasferiti nella capitale Nassau che dovrebbe restare lontana dall'occhio del ciclone.

Anche la Florida si sta già preparando al peggio. Il governatore Rick Scott ha invitato tutti i cittadini che hanno ricevuto l'ordine di evacuazione a eseguirlo rapidamente. «Non statevene seduti ad aspettare» perché «possiamo ricostruire le case ma non possiamo ricostruire le vostre vite».

I primi che sono stati fatti evacuare sono gli abitanti e i turisti di Key West. Sono comunque 25mila le persone che stanno già lasciando le loro case per dirigersi verso posti più sicuri, facendo scorta di bevande, cibo e altri generi di prima necessità.

Il presidente Trump ha approvato lo stato di emergenza a Portorico, nelle Virgin Islands statunitensi e in Florida, dove è previsto entro venerdì l'arrivo di 7mila uomini della Guardia nazionale.