I divieti vanno in fumo Più di 200 parlamentari per la cannabis legale

La proposta trasversale raccoglie consensi da tutti gli schieramenti Via libera all'uso ricreativo, nascono i «Social club» per coltivarla

P assa di mano in mano, alla fine le firme sono 218. Deputati e senatori sottoscrivono la proposta di legge per legalizzare la cannabis, anche per uso ricreativo. Schieramento trasversale quello che appoggia il testo: dalla sinistra di Sel, passando per il Pd, fino ai centristi di Ncd e Scelta Civica, per arrivare fino a Forza Italia. Il primo nome è quello di Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri ed esponente storico dei Radicali. Il documento è frutto della sintesi di diverse proposte presentate alle Camere, tutte contenute nel ddl presentato dall'intergruppo parlamentare.

I maggiorenni potranno detenere una modica quantità di cannabis per uso ricreativo e coltivare in casa fino a cinque piante. Consentiti anche i Cannabis Social club - per la coltivazione in forma associata in enti senza fini di lucro - e la vendita al dettaglio in negozi dedicati forniti di licenza dei Monopoli. Diventeranno più semplici le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci a base di cannabis. Restano il divieto di fumo in luoghi pubblici e il divieto di guida in stato di alterazione. «È una misura di civiltà contro le mafie e l'aumento dei processi, un'iniziativa trasversale - spiega il promotore dell'intergruppo, Della Vedova - Il testo media tra le diverse proposte sul tavolo, da quella di Pippo Civati a quella di Roberto Giachetti, passando per la proposta Ferraresi del M5S». Tra gli altri firma anche il presidente della commissione Sanità di Montecitorio, il montiano Pierpaolo Vargiu. Lo fa «a titolo personale, e senza impegnare la Commissione». La sua - dice - «è una firma voltairiana, per contribuire ad aprire il dibattito in Parlamento». «È un passo avanti, non siamo più soli» commenta Marco Pannella che l'hashish ce l'ha in casa, da sempre. Lui e la segretaria dei Radicali, Rita Bernardini, le piantine, oltre 50, le hanno messe in bella mostra perfino sul terrazzo, con tanto di foto postata su Facebook .

All'entusiasmo di sinistra e grillini, che vorrebbero portare a casa la legge già in questa legislatura, si oppone un fronte compatto di centrodestra. «Se lo possono scordare» chiude la porta il capogruppo dei deputati di Area popolare Maurizio Lupi. «Serve per togliere il mercato alla mafia? Mi fido del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri secondo il quale “anche con la liberalizzazione la marijuana venduta in farmacia costerebbe il doppio rispetto al mercato nero”». Sulla stessa linea si schierano anche i senatori Carlo Giovanardi (Ncd) e Maurizio Gasparri (Fi): «L'unica conseguenza sarà l'aumento della diffusione della droga e l'incremento dei traffici della criminalità organizzata». Pure la Lega sul punto non transige, ma Matteo Salvini rilancia con una provocazione: «Personalmente - spiega il leader del Carroccio - sono favorevole alla legalizzazione della prostituzione perché, fino a prova contraria, il sesso non fa male. La cannabis sì». Tranchant Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia: «Mezza Camera vuole legalizzare la cannabis: deputati Pd, M5S, Sc, Sel e persino Fi firmano proposta. Da Fdi-An no assoluto a questa follia». Il governo ufficialmente tace, la proposta intanto gira.