I due volti di Equitalia: rapace negli incassi lumaca nei pagamenti

Uno studio della Cgia smaschera l'agenzia delle entrate: saldava i fornitori in ritardo

Velocissima nell'incassare le cartelle di pagamento recapitate ai contribuenti, tardigrada nel pagare i fornitori. Questa è la fotografia della vecchia Equitalia (dal primo luglio assorbita nell'Agenzia delle Entrate) secondo l'analisi della Cgia di Mestre basata sui dati del ministero dell'economia relativi ai tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni. Nel 2016 sia Equitalia sia l'Inail hanno pagato i propri fornitori con 13 giorni di ritardo medi ponderati rispetto a quanto previsto dalle disposizioni di legge, che prevedono il pagamento delle fatture entro 30 giorni dalla data di ricevimento. Meglio, comunque, dell'Inps che l'anno scorso ha onorato gli impegni di pagamento con 29 giorni di ritardo e della Sogei (società di Information technology del Tesoro) con 14. «Praticava bene, ma razzolava male», ha commentato ironicamente il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo.

Anche per molti ministeri il rispetto dei tempi di pagamento è un optional. L'anno scorso l'Interno ha saldato le fatture con 58 giorni medi ponderati di ritardo, il ministero della Giustizia lo ha fatto dopo 52, la Difesa dopo 46 e lo Sviluppo economico dopo 38. I più virtuosi, invece, sono stati il dicastero dell'Ambiente, che ha anticipato il saldo fattura di 7 giorni, e i ministeri degli Esteri e dell'Economia che, entrambi, hanno liquidato i fornitori 4 giorni prima della scadenza di pagamento.

«Nel 2017, secondo i dati di Intrum Justitia, la nostra Pa paga i propri fornitori dopo 95 giorni. In Europa solo la Grecia ha saldato le fatture dopo un numero di giorni superiore al nostro», ha ricordato il segretario degli artigiani mestrini, Renato Mason. Non si tratta di un caso se si considera che oltre la metà (il 51,3%) dei 13.500 enti pubblici italiani, scuole escluse, non utilizza la piattaforma dei crediti commerciali elaborata da Via XX Settembre per la gestione e il pagamento della fatture elettroniche.

Ecco perché la Cgia ha pubblicato la classifica dei peggiori pagatori in Italia. Tra i Comuni spicca la ragusana Scicli che salda le fatture con 628 giorni di ritardo (1 anno e 8 mesi circa), seguita da Poggio Nativo (Rieti) con 478 e Torrebruna (Chieti) con 415. Tra le province il record va a Verbano Cusio Ossola (175 giorni), mentre sul podio si assestano Ascoli Piceno (111) e Benevento (94). La classifica delle Asl che pagano con maggior ritardo è invece guidata dalla Capitale: prima la Roma E con 270 giorni (ossia 9 mesi tondi tondi) e seconda la Roma A con 215. Terzo il Policlinico Paolo Giaccone di Palermo con 192 giorni, sei mesi e poco più.