I furbetti del gettone: 12 consiglieri indagati

Messina Se si fosse trattato di una gara di velocità sarebbero i vincitori. Dodici consiglieri comunali di Messina, in occasione delle sedute delle commissioni consiliari permanenti, firmavano e andavano via, spesso prima ancora dell'inizio dei lavori. E si accaparravano il gettone di presenza. La fittizia partecipazione a 39 commissioni consiliari al mese, talvolta svolte finanche senza il raggiungimento del numero legale, ha permesso loro di incassare l'indennità massima aggiuntiva di oltre 2.100 euro al mese, malgrado il gettone di presenza fosse stato dimezzato da 100 a 54 euro. Un comportamento riprovevole costato all'erario della città dello Stretto nel solo 2014 quasi un milione di euro.«A me di fare le commissioni non me ne f... niente. Voglio l'indennità», dice un consigliere intercettato dalla Digos, che, su disposizione della procura di Messina, ha ripreso gli incontri in municipio, «Io voglio questa caz... di indennità», dice un altro consigliere. Ma di fare il proprio lavoro niente. E questo andazzo illecito forse va avanti da tempo. È il procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro a sottolineare come, pur nella mancanza di elementi certi per dire che sia stato sempre così, questo è il sospetto, visto che i consiglieri sono sempre gli stessi anche nei mesi antecedenti alle intercettazioni.Al termine di questa inchiesta, iniziata nel novembre del 2014 e battezzata «Gettonopoli», i 12 consiglieri sono accusati di truffa aggravata, falso ideologico e abuso d'ufficio. La misura cautelare decisa nei loro riguardi dal gip del tribunale di Messina, in accoglimento della richiesta avanzata dal procuratore aggiunto Barbaro, suona un po' come un Daspo. I consiglieri in questione dovranno firmare nell'ufficio della polizia municipale di Palazzo Zanca un minuto prima dell'inizio dei lavori delle commissioni di cui fanno parte (in tutto una decina) e un minuto dopo la fine. «Certo queste cose non dovrebbero mai accadere e vanno condannate», le parole del primo cittadino della città Renato Accorinti.E in questa brutta storia di furberia avida i dodici sono pure in buona compagnia, visto che l'inchiesta si è estesa a indagare su altri dieci consiglieri. I dodici per i quali è giunta la conclusione delle indagini sono Carlo Abbate (Pd), Pietro Adamo (Movimento Siamo Messina), Pio Amadeo (Movimento Articolo 4), Angelo Burrascano (Il Megafono-Lista Crocetta), Giovanna Crifò (Forza Italia), Nicola Salvatore Crisafi (Ncd), Nicola Cucinotta (Pd), Carmela David (Udc), Fabrizio Sottile (Movimento Siamo Messina), Benedetto Vaccarino (Pd) Daniele Santi Zuccarello (Movimento progressisti democratici) e Paolo David (capogruppo Pd). Spetta a quest'ultimo il primo gradino del podio per la velocità: sbaraglia i compagni di questa brutta vicenda con un record di 20 secondi di permanenza in commissione. Nemmeno Flash Gordon riuscirebbe in tanto.