I grillini non lo ammettono Ma la base ha votato a destra

Il leader esulta per gli 8 Comuni conquistati però tace sui flussi ai ballottaggi. E i suoi: «A Genova? Astenuti»

«È a Carrara che abbiamo fatto il botto». I grillini vogliono partire dalla città del cimitero degli anarchici, che adesso diventa anche il simbolo per l'anarchia organizzata, l'ossimoro del Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo e i suoi festeggiano la sconfitta, rilanciano le loro ambizioni e lo fanno pure con un filo di onestà intellettuale. «Carrara insieme a Livorno ci permetterà di rompere il dominio del Pd in Toscana, far saltare definitivamente il loro sistema di aziende municipalizzate usate come bancomat elettorali», dicono i tecnici dei Cinque Stelle. E aggiungono: «Con i sindaci di Livorno e ora anche di Carrara, il Movimento controlla la maggioranza dell'ambito territoriale delle coste, questo significherà gestire in modo nuovo e trasparente la rete di alcune società fondamentali, come quelle dello smaltimento dei rifiuti, partecipate che erano sotto la storica egemonia delle clientele Pd», gongolano i grilli parlanti.

Festeggiano sottolineando le sconfitte dem e quelle vittorie che esaltano lo spirito grillino: governare significa (solo) rompere i piani degli avversari. Lo dice Beppe Grillo sul suo blog, citando Al Pacino nel film Ogni maledetta domenica: «Il MoVimento 5 Stelle ha vinto otto ballottaggi su dieci. Siamo passati da 37 sindaci a 45, un aumento di oltre il 20%. Siamo entrati con nuovi consiglieri in comuni dove prima non eravamo presenti. Ogni maledetta elezione continuiamo a crescere e questo è ciò che conta. Le prossime sfide sono la Sicilia e poi la battaglia campale delle politiche. Per vincere dobbiamo essere una squadra che lotta insieme per un obiettivo comune. Cittadini, attivisti, portavoce: tutti sono indispensabili se sono al servizio della squadra. Oggi come ieri dobbiamo continuare a lottare. Forza. Otto mesi, alla nostra più difficile sfida: le elezioni politiche. Tutto si decide in questi mesi. Ora noi o andiamo avanti come squadra o cederemo un centimetro alla volta, un giorno dopo l'altro, fino alla disfatta. Siamo all'inferno adesso signori miei. Credetemi».

Così il garante pentastellato festeggia, fissa la data delle politiche, invita i suoi all'unità. Poi l'analisi entra nel dettaglio, punta sugli otto ballottaggi vinti, ovviamente trascura i due nei quali gli avversari hanno avuto la meglio. A Scordia (comune del catanese) e ad Asti i distacchi con l'avversario sembravano incolmabili. Ora bisogna godersi i successi, sottolineano i Cinque Stelle. Alle politiche, agli ammiccamenti con il centrodestra, Grillo e i suoi penseranno domani: a Genova, per esempio, la citta del comico. Qui ha stravinto Marco Bucci, centrodestra. Che fine ha fatto il 16% del candidato grillino? «L'affluenza è crollata del 13%, la base ha fatto come Grillo, non è andata a votare», sostengono gli uomini del capo. «Bucci ha quasi triplicato i voti, da qualche parte saranno arrivati», replicano i dissidenti.

Il leader tira dritto e festeggia 8 nuovi sindaci M5S. Con Carrara la rossa, cadono nella mani pentastellate anche Fabriano, i comuni pugliesi di Santeramo, Canosa e Mottola. Per cinque voti è il grillino Lorenzo Lucchini il nuovo sindaco di Acqui Terme. Batte il candidato del centrodestra Enrico Bertero, 4.209 a 4.204. Lo sconfitto pare rinunci alla richiesta di un riconteggio. E poi c'è il doppio colpo del Lazio: agli uomini di Grillo e Casaleggio vanno i comuni di Ardea e Guidonia, terza città più popolosa del Lazio. Qui vince Michel Barbet, italo-francese, 57 anni. Esulta su Facebook Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio: «È una conferma anche per Roma: stiamo facendo bene e gli abitanti del Lazio non si sono fatti plagiare dalle continue strumentalizzazioni giornalistiche di questi mesi. Sarebbero stati pronti ad attaccarci e a darci la colpa in caso di sconfitta. Invece oggi restano tutti zitti».

Ecco il secondo tormentone dell'ultimo giro di giostra: «L'effetto Roma si vede, quello Torino no». Gli anarchici son così, a loro piace litigare. Ai grillini anche di più.