Torna il falso in bilancio, pene più pesanti per mafiosi

Punto per punto, cosa prevede il ddl anticorruzione. II manager delle società quotate rischiano fino a 8 anni di carcere

Pene aumentate per la corruzione e l'associazione mafiosa, reato di concussione esteso all'incaricato di pubblico servizio, torna il falso in bilancio, restituzione della tangente per avere i benefici, incentivi premiali ai collaboratori. È il testo approvato dal Senato che, avverte il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, il governo auspica non venga modificato alla Camera, perché rappresenta «il giusto equilibrio».

Corruzione e concussione

Nel ddl vengono inasprite le pene: reclusione da 6 a 10 anni per la corruzione propria, commessa da pubblici ufficiali; da 6 anni nel minimo a 10 anni e mezzo nel massimo quella per induzione; per la corruzione in atti giudiziari, da 6 a 12 anni; per la corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio da 8 a 10 anni.

Il reato di concussione scatta non solo per il pubblico ufficiale ma anche per «l'incaricato di un pubblico servizio». La pena resta da 6 a 12 anni. Sale a 5 anni il divieto di fare contratti con la pubblica amministrazione per i condannati per corruzione.

Patteggiamento

Sarà possibile patteggiare per i reati di concussione, corruzione per l'esercizio della funzione, in atti giudiziari, induzione indebita e peculato, solo a condizione di restituire integralmente «prezzo o profitto del reato». Tutto il maltolto, cioè.

Collaboratori

Sconto di pena da un terzo a due terzi per chi collabora, fornendo prove, aiutando a individuare altri responsabili o a sequestrare delle somme.

Falso in bilancio

È di nuovo reato per le società non quotate e per quelle presenti in Borsa diventano reato anche le false comunicazioni sociali.

Non si tratta di un reato di danno, bensì di pericolo: dunque, non si dovrà provare di aver alterato il mercato o di aver prodotto un danno alla società, se sono stati truccati i rendiconti.

E il reato sarà perseguibile d'ufficio, non ci sarà più l'obbligo della querela.

Le pene sono alte: reclusione da 3 a 8 anni per chi falsifica il bilancio di società quotate in borsa, per quelle che emettono titoli sul mercato e per le banche. Saranno dunque possibili le intercettazioni di amministratori di società quotate responsabili di false comunicazioni sociali. Aumentano le multe, che in questi casi vanno da 400 a 600 quote azionarie.

Per le società non quotate, invece, è prevista per amministratori e dirigenti la reclusione da 1 a 5 anni (dunque niente intercettazioni), nel caso in cui «consapevolmente» si espongano «fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero» o li si omettano. Le multe vanno da 200 a 400 quote azionarie. Riduzione della pena, da 6 mesi a 3 anni, se i fatti sono lieve entità e sanzione da 100 a 200 quote. La possibilità di non punibilità per particolare tenuità dipendedalla valutazione del giudice.

Per le piccole società che secondo il codice civile non possono fallire è prevista la procedibilità a querela di parte.

Associazione mafiosa

Aumentano le pene per associazione di tipo mafioso; reclusione da 10 a 15 anni per chi ne fa parte, ora è da 7 a 12. Sale ancor più, da 12 a 18 anni, la pena per chi promuove e dirige o organizza l'associazione. Se è armata la reclusione va da 12 a 20 anni, per i boss da 15 a 26 anni.

Autorità anticorruzione

Il pubblico ministero, quando esercita l'azione penale per i delitti contro la pubblica amministrazione, dovrà informare l'autorità, che avrà più poteri di una volta. La commissione anticorruzione eserciterà vigilanza e controllo su contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture sui contratti secretati o che esigono particolari misure di sicurezza. Chi ha un appalto avrà l'obbligo di trasmettere la somma liquidata.

Commenti

linoalo1

Gio, 02/04/2015 - 09:13

La Domanda è:sarà anche retroattiva?

fiducioso

Gio, 02/04/2015 - 10:55

Questo governo si vanta di alzare le pene e rimettere leggi già abolite. Ma è anche maestro a depenalizzare i reati fino a 5 anni(!) e svuotare le carceri ogni due per tre. Quindi è tutto un vanto inutile.

MEFEL68

Gio, 02/04/2015 - 14:46

Inasprire le pene per poi non applicarle. O meglio, applicarle secondo interpretazione perchè, se LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, è anche vero che NON TUTTI SONO UGUALI PER LA LEGGE. Poi, non è raro il caso di persone condannate addirittura a tre o quattro ergastoli che, fra abbuoni, patteggiamenti, buona conotta, sconti di pena, dopo dieci anni (le più sfortunate) se ne tornano tranquille e monde all'aria aperta. E' cronaca, non fantascienza.