I nobel inglesi: «Giovani, scappate»

Haldane e Stodard: «Fuori dall'Ue i nostri ragazzi perdono tanto»

L'appello per le possibili conseguenze negative della Brexit sulla comunità scientifica britannica era già stato lanciato durante la campagna referendaria. Ma stavolta, a rilanciarlo, sono due scienziati britannici freschi vincitori del Premio Nobel: il fisico Duncan Haldane e il chimico Sir Fraser Stoddart. Per i due scienziati, c'è il rischio concreto che l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea e la conseguente perdita dei finanziamenti che giungono dall'Europa, allontani i migliori ricercatori dai laboratori britannici. «Pochi anni fa stavo seriamente considerando l'idea di tornare», spiega al Guardian Haldane, che attualmente lavora negli Stati Uniti per la Princeton University.

Ma senza la certezza di poter accedere in futuro ai fondi del Consiglio europeo per la ricerca (Erc), la prospettiva diventa «molto difficile», dice il Premio Nobel per la Fisica, che lancia l'idea di un regime speciale di visti per gli scienziati, quando la Gran Bretagna sarà uscita dalla Ue.

É invece preoccupato della possibile stretta sull'immigrazione annunciata dal governo di Londra l'altro Nobel britannico, il chimico Stoddart. «Sono molto infastidito dal dibattito in corso nel Regno Unito in questo momento - dice - qualsiasi cosa che fermi la libera circolazione delle persone è molto negativa per la scienza». Stoddart spiega poi di aver consigliato i suoi giovani colleghi scienziati a immaginare un «Piano B» e a rivolgere lo sguardo fuori dal Regno Unito, perché teme che la ricerca in Gran Bretagna possa entrare in una fase di declino a seguito della Brexit.