I piddini della City mollano Matteo "La logica del capo ci farà perdere"

La mail del segretario Stasi, che aveva tifato Sì al referendum

Ma la City londinese, nella sua enclave italo-piddina, per chi tifa? Il più famoso supporter londinese di Matteo Renzi, ovvero il finanziere Davide Serra, dopo l'uscita di scena dell'ex premier è tornato agli affari della sua Algebris Investments limitando le apparizioni nelle vesti di guru finanziario del renzismo. Anzi, sui social ha rilanciato un tweet di Enrico Letta, arcinemico di Renzi, in festa per la vittoria di Emmanuel Macron, «best news for Europe/EU». Serra nel 2014, dopo la partecipazione alla quinta edizione della Leopolda, si era iscritto al circolo Pd di Londra. Sezione che però, nelle primarie di domani, sosterrà il ministro Orlando, non Renzi.

Quantomeno il segretario dei Democratici della City, Roberto Stasi, «lucano di nascita e cittadino europeo per vocazione» che lavora a Londra come analista finanziario per una grande banca inglese, dopo l'esperienza politica tra Parlamento europeo e il Pd milanese nella campagna elettorale di Pisapia. Il segretario Pd di Londra con una mail dall'oggetto «Il mio sostegno ad Andrea Orlando» invita i piddini londinesi a sostenere la candidatura del Guardasigilli alla segreteria del Pd». Nella campagna per il referendum costituzionale italiano il Circolo Pd Londra & UK organizzò un comitato per il Sì, «vogliamo aiutarlo (Renzi, ndr) con grande piacere. Anzi lo invitiamo, sarebbe bello se venisse a Londra in questo momento» disse Stasi. Ora, però, non è più il tempo per gli inviti a Renzi. «La leadership del singolo, sebbene sia entrata dirompente nel nostro Partito anche con una grande portata di novità e speranza, è diventata il maggiore handicap che subiamo tuttora e che potrebbe penalizzarci anche nelle prossime elezioni politiche - scrive nella lettera Stasi - Scelgo quindi Orlando perché credo che in questo momento sia necessario ricostruire e rimettere insieme i pezzi, unire il Pd al suo interno ed riunirlo con la società». Chissà cosa avrà risposto il militante londinese Serra.