«Tra i profughi infiltrati 2mila terroristi»

Il 2% degli oltre centomila profughi siriani giunti in Europa sarebbero jihadisti secondo il ministro della Cultura di Beirut, Elia Bousaab. In pratica oltre duemila persone, che lo Stato islamico o altri gruppi del terrore avrebbero reclutato per infiltrarsi nel vecchio continente sotto le mentite spoglie di rifugiati. «Il 2% dei siriani che vanno in Europa potrebbero essere dei radicali islamici» ha spiegato il ministro libanese al premier inglese David Cameron in visita ai campi profughi.

Il rappresentante del governo di Beirut basa la sua stima sull'«istinto» e sulle informazioni di intelligence. I gruppi jihadisti «stanno reclutando ragazzini nelle scuole, rifugiati nei campi profughi e non verranno fermati dal confine con il Libano - ha dichiarato Bousaab -. Prima che ce ne si renda conto l'Isis arriverà in Europa». Il ministro cita il caso dei soldati libanesi rapiti di recente nel paese dei cedri. «I sequestratori arrivavano dai campi profughi e si sono rifugiati con gli ostaggi sulle montagne» rivela Bousaab. In Libano gli estremisti sarebbero «il 2-3% dei rifugiati».

Fondatore dell'American University di Dubai e del gruppo editoriale Mada, il ministro della Cultura sostiene che fra i profughi «ci sono gruppi vestiti con qualcosa di simile, uniformi o giacche che li accomuna. Qualcuno sta facilitando questa operazione». Secondo il ministro «i trafficanti trasportano anche i jihadisti» attraverso la Turchia e la Grecia verso l'Europa e sanno che si tratta di estremisti.

Se fosse vero vorrebbe dire che 2 siriani ogni 100 sono possibili agitatori, o peggio, dello Stato islamico e di altri gruppi come Al Nusra collegati ad Al Qaida. L'impressione a Beirut è che gli infiltrati partano per insediarsi in Europa come cellule propagandistiche o dormienti e non per immediate operazioni terroristiche ed attentati.

Se il ministro libanese avesse ragione significherebbe che su 106.939 siriani giunti dall'inizio dell'anno nei Paesi dell'Unione Europea ben 2138 potrebbero essere estremisti. In Italia sono arrivati appena 6546 ed in gran parte hanno proseguito il viaggio verso altri Paesi. Il 2% corrisponde comunque a 130 persone potenzialmente pericolose. Lo scorso anno, però, sono sbarcati nel nostro Paese dalla Libia 42.425 siriani. In questo caso 848 potrebbero essere radicali islamici secondo le stime del ministro libanese.

Il problema più grosso riguarda la Germania, dove quest'anno sono già 30mila le richieste di asilo da parte dei siriani. Il 2% corrisponde a 600 sospetti. In passato non sono mancati casi eclatanti, anche in Italia, di terroristi, che hanno ottenuto lo status di rifugiato politico. Lo scorso marzo, Gilles de Kerchove, responsabile del gruppo antiterrorismo dell'Unione europea aveva lanciato l'allarme: «Dobbiamo essere vigili. È relativamente facile entrare nella Ue unendosi al flusso di rifugiati».

Due settimane fa cinque uomini sono stati arrestati mentre cercavano di passare il confine fra Macedonia e Bulgaria. Si spacciavano per rifugiati provenienti dalla Siria, ma sui loro cellulari avevano video delle decapitazioni e materiale di propaganda del Califfato.

Attorno all'11 settembre è scattata una caccia all'uomo a Calais, sul lato francese della Manica, fra i profughi siriani in attesa di proseguire lungo l'Eurotunnel. L'antiterrorismo cercava un sospetto terrorista dell'Isis, un «lupo solitario», che voleva entrare nel Regno Unito. Dall'inizio dell'anno, lungo la rotta balcanica, i servizi segreti hanno individuato le tracce di una dozzina di sospetti jihadisti rientrati in Europa dai campi di battaglia in Siria con il flusso di migranti. Almeno la metà sono riusciti a passare i controlli e qualcuno è arrivato anche in Italia.

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