I «rincari» per i deputati: 50 centesimi

Aperitivo a 4,50 euro: la pacchia della buvette di Montecitorio

Roma La rivolta delle mandorle. Prima i controlli sugli scontrini e l'invito sempre più pressante rivolto ai deputati a «pagare prima di consumare». Ora una stretta sui prezzi. La buvette, lo storico bar della Camera continua un faticoso percorso di riallineamento con il mondo esterno e riserva qualche amarezza al portafoglio dei suoi frequentatori. Si parte dalle gettonatissime mandorle tostate e salate, che non verranno più offerte a chiunque ne faccia richiesta e di cui prima gli onorevoli facevano incetta: da oggi in poi verranno offerte gratuitamente solo con l'aperitivo. Chiunque voglia accompagnarle ad altre bevande le dovrà pagare. Una piccola rivoluzione per gli standard di Montecitorio che ha suscitato proteste tra gli onorevoli avventori. Anche sul fronte dei dolci i prezzi salgono. A partire dal caffè, che passa da 80 a 90 centesimi, il cornetto che lievita da un euro a 1,20, il cappuccino che sale a 1,20, i pasticcini mignon che non costano più 60 ma 80 centesimi. Sale anche il prezzo dei fritti, a partire dal supplì da 1 euro e 30 a 1,50. Un aumento - decisamente contenuto - di 50 centesimi si riscontra per il prosecco (che da oggi costerà 4 euro) e per gli aperitivi alcolici (che passano a 4,5 euro): una «quotazione» indigesta per il Codacons che denuncia come il prezzo medio in Italia sia di 5 euro.I motivi dei rincari? «Semplice, la ditta (che ha in gestione il locale da settembre) si è resa conto che non c'erano più i margini tra acquisto dei prodotti e loro rivendita», spiegano. Un riallineamento che, comunque, non sembra destinato a far soffrire le tasche degli eletti.FdF