I rischi di un conflitto convenzionale "Strage di soldati e milioni di sfollati"

Gli esperti: l'unica speranza è assestare un colpo definitivo

Altro che bomba atomica, nella penisola di Corea il vero incubo del Pentagono restano i missili e i vecchi cannoni. In caso di guerra su un fronte estremamente ristretto, con una Seul distante solo 57 chilometri dal confine ed abitata da quasi dieci milioni di civili, missili e vecchi cannoni farebbero la differenza. E che differenza.

Sfruttando l'esigua distanza tra capitale sudcoreana e zona demilitarizzata i 12mila pezzi d'artiglieria e le 2mila unità missilistiche di Pyongyang possono sommergere Seul sotto un autentico «mare di fuoco». Un «mare di fuoco» che né i caccia mandati a distruggere le postazioni d'artiglieria, né i più moderni sistemi anti missile - come l'americano Thaad - possono arginare. Secondo il Nautilus Institute, un centro di ricerca americano con sedi in Australia e Corea del Sud, il fuoco di sbarramento di Pyongyang causerebbe oltre 3mila morti nei primi minuti di guerra e circa 64mila nelle prime 24 ore di operazioni. E un attacco a sorpresa a colpi di missili e cannone costerebbe la vita ad almeno 30mila civili. E anche volendo concedere fiducia agli analisti di Stratfor, convinti che le stime vadano riviste a causa della scarsa manutenzione e delle pessime condizioni degli armamenti nord coreani, ci troviamo davanti a perdite insostenibili non solo per la Corea del Sud e gli Usa, ma per qualsiasi moderna nazione civile.

L'unica speranza di vincere una vera e propria guerra contro Pyongyang resta quindi quella di assestarle un colpo unico e definitivo. Un colpo dopo il quale non sia più in grado di reagire. «In caso di guerra convenzionale i combattimenti si svolgerebbero alla periferia di Seul. Secondo i nostri strateghi le forze statunitensi e sudcoreane sono in grado di contenere l'avanzata a nord della capitale, ma il prezzo della difesa sarebbe assai pesante scrivevano gli ex segretari alla difesa Ash Carter e William Perry in un articolo per il Washington Post -. Migliaia di soldati americani e decine di migliaia di sud coreani verrebbero uccisi, mentre milioni di sfollati bloccherebbero le autostrade verso sud. Le perdite nord coreane sarebbero ancora più alte. L'intensità dei combattimenti e delle perdite sarebbe la più elevata dalla fine della prima guerra di Corea».

Insomma uno scenario da incubo che nessun generale contemporaneo vorrebbe affrontare. E nessuna opinione pubblica occidentale potrebbe sopportare. Proprio per questo le opzioni per affrontare Kim Jong-un restano solo due. La prima prevede la distruzione in un colpo solo del regime e di tutti i suoi armamenti. La seconda resta quella consueta della trattativa ad oltranza. L'opzione del colpo unico comporta però l'inevitabile uccisione, assieme al dittatore e alla casta di potere, di almeno centomila civili. Un bilancio ugualmente inammissibile che spiega perché anche Donald Trump si ritrovi, alla fine, prigioniero del negoziato ad oltranza.

Commenti
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aorlansky60

Lun, 04/09/2017 - 09:03

Ma "quale colpo definitivo" (secondo i cosiddetti "esperti") ?!? : con la NordKorea che NON A CASO si ritrova al confine nord la China, immaginarsi come sarebbe serena e allegra quest'ultima nel sapere che gli USA fanno scoppiare ordigni nucleari poco distanti dal loro territorio sovrano... oltretutto la NordKorea è storico alleato della China, andiamo... con la proliferazione nucleare (non più una faccenda ridotta a soli due player mondiali est-ovest, come lo sono stati URSS e USA per oltre 60anni) e con sempre più Paesi in possesso della "bomba" e con l'aumentare del potenziale di ogni singola "bomba", il "colpo definitivo" è una chimera che soltanto qualche folle guerrafondaio ancora insegue.

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aorlansky60

Lun, 04/09/2017 - 09:07

Oltretutto il primo "strike" effettuato come "colpo definitivo" farebbe scattare il meccanismo delle alleanze prestabilite (NATO e Paesi del patto Atlantico) vs Russia & China, proprio un bel teatro!

cgf

Lun, 04/09/2017 - 10:48

in caso di attacco convenzionale da parte del pazzo, onde evitare che le radiazioni si propaghino alla vicina Cina e Corea del Sud, un massiccio bombardamento al napalm sulle forze nord coreane al 38 parallelo ed i campi di riso più a nord, otterrebbero un effetto forse più devastante e non così **raccapricciante** come l'uso del nucleare.

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bonoitalianoma

Lun, 04/09/2017 - 12:26

Sanno che al primo che comincia seguirà una altrettanta risposta e le conseguenze non si limitano a qualche cannonata o fucilata ma a un "risotto stracotto al fungo atomico".

antonpaco

Lun, 04/09/2017 - 12:31

Premesso che siamo arrivati a questo punto per il solito buonismo e stupidita' di pochi, primo fra tutti Obama, oggi il mondo intero e' ostaggio di un pazzo che pensa di essere davanti a una playstation. Domani questo signore potrebbe svegliarsi e chiedere 10 miliardi di dollari all'occidente pena il lancio di un missile a testata nucleare, puo' ricattare l'umanita' quando e come vuole, e ogni giorno che passa sara' peggio di quello precedente.

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stenos

Lun, 04/09/2017 - 12:47

Basta che gli usa chiamino, e l'itaglia a guida pd manda subito i rinforzi.

Dordolio

Lun, 04/09/2017 - 12:48

cgf, non so nemmeno se ne abbiano ancora di napalm. Mi pare che dopo la guerra del Vietnam fosse stato bandito.

nova

Lun, 04/09/2017 - 12:55

Gli abitanti di Seul sono coreani e l'ultima idea del regime nord-coreano sarebbe di uccidere i compatrioti oggi sotto occupazione militare straniera.

swiller

Lun, 04/09/2017 - 20:59

Secondo me è la Cina che pilota la Corea del Nord.