«I risparmiatori sono al sicuro Non siamo come la Grecia»

Milano Le nuove regole europee prevedono che davanti al fallimento di una banca, dal primo gennaio 2016 anche i correntisti facciano la propria parte per salvarla. È il bail-in , il «salvataggio interno», ma il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, è tranchant : l'ipotesi che un istituto italiano finisca nel baratro è molto remota e comunque fino a 100mila euro di deposito scatta la copertura del Fondo interbancario. La normativa prevede inoltre un rigido schema di intervento, dove i primi coinvolti restano gli azionisti e gli obbligazionisti. «Abi ha inviato a tutte le banche associate la nota di Bankitalia, richiamando l'attenzione a che i correntisti siano ben informati del nuovo contesto giuridico. Questa è una riforma comune dal respiro europeo e scaturente dalla crisi cipriota, dopo che alcuni Stati hanno salvato le proprie banche con denaro pubblico; un fatto mai avvenuto in Italia, dove prima i Tremonti bond e poi i Monti Bond assicuravano una ampia remunerazione al Tesoro», sottolinea Patuelli che siede anche alla presidenza di CariRavenna.

Ma quanto è reale il rischio di un crac bancario in Italia?

«Gli aumenti di capitale già perfezionati durante gli anni di crisi, per il formidabile importo di 50 miliardi, rendono sempre più improbabile che si manifesti l'urgenza di procedere a salvataggi, sia per la solidità complessivamente raggiunta dal settore, sia perché la Vigilanza unica è realtà consolidata».

Quindi i timori cavalcati dalla politica sono infondati?

«Il bail-in rappresenta la clausola finale, una eventualità recondita, progettata per offrire regole uguali a tutta l'eurozona e indurre le famiglie a una maggiore educazione finanziaria, così da poter confrontare le proposte dei diversi istituti, come avviene già per esempio al momento di acquistare un appartamento. Durante la mia presidenza, Abi ha creato una fondazione per l'educazione finanziaria e con il vicepresidente Giuseppe Ghisolfi ha redatto un apposito manuale divulgativo».

Però la polemica in Parlamento resta infuocata?

«Siamo in un periodo di marcata dialettica, dove le Camere si dividono su tutto. Ricordo che il denaro dei piccoli risparmiatori continua a essere protetto, come da un ombrello, dal Fondo interbancario fino a 100mila euro, così come non vi sono rischi aggiuntivi per il Bot people . I più abbienti potranno valutare poi l'opportunità di frammentare la liquidità su più banche di gruppi differenti, così da godere più volte delle garanzie dei fondi interbancari».

I nuovi esami patrimoniali in preparazione alla Bce potrebbero obbligare le banche ad aumentare ancora il capitale. L'Italia riuscirà a limitare i danni rispetto ai vecchi stress test ?

«L' asset quality review e gli stress test dello scorso anno sono stati qualcosa di simile una visita militare di leva pre-arruolamento, dove le banche sono state diagnosticate sulla base di parametri che non solo erano scarsamente pubblici ma a volte asimmetrici o monchi, come per la contabilizzazione dei derivati. Adesso però il quadro è completamente diverso: la Vigilanza unica è una realtà, deve garantire regole univoche ed equilibrate comunicandole in anticipo alle banche e non ex post . In caso contrario i regolatori avrebbero perso due anni».

Le banche italiane restano schiacciate da 200 miliardi di sofferenze...

«La grandissima parte dei crediti deteriorati è stata spesata nei bilanci, anche laddove vi fosse bisogno di altro patrimonio, sarà in misura molto più limitata che in passato visto che lo stesso ammontare dei crediti deteriorati tenderà a ridursi con la ripresa».

L'Europa continua però a essere a trazione franco-tedesca e l'Italia è poco ascoltata.

«Il caso Grecia ha costretto i anche i tedeschi ad abbassare la testa. La crisi di Atene ha creato un fatto nuovo, ha favorito un moto che ha più espressamente inserito l'Europa nel quadro delle relazioni internazionali dell'Occidente. È divenuto chiaro quando prima il premier inglese Cameron, benché il Regno Unito sia rimasto alla sterlina, si è schierato per il mantenimento della Grecia nell'Eurozona, poi con l'impegno di Obama come mediatore. Dopo quasi 15 anni di forte conflittualità tra le economie di euro e dollaro, penso che si sia raggiunto un nuovo equilibrio, di cui è una conferma il rapporto di cambio rimasto incollato in area 1,10 anche all'acme delle incomprensioni tra Bruxelles e il governo Tsipras».

Eppure l'Italia non ha ancora Bruxelles il via libera a una soluzione per smaltire i crediti deteriorati?

«La questione va vista non solo per l'Italia, è la ricerca con l'Ue di una metodologia unica per tutti i Paesi che hanno necessità di riattivare il mercato dei crediti deteriorati. Concordo con il presidente di Mediolanum Ennio Doris quando sostiene che va nella direzione giusta anche il decreto legge sul recupero dei crediti. Aggiungo che occorre equiparare tutte le regole europee: occorre un solo Testo unico finanziario e un solo Testo unico bancario. Si tratta di riforme a costo zero».

Tra le passività escluse dal bail-in c'è anche il contenuto delle cassette di sicurezza o i titoli detenuti in un conto ad hoc

Chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostiene prima degli altri le eventuali perdite o la conversione in azioni

Permette di ricostituire il capitale attraverso la conversione di parte delle passività ammissibili in azioni