I risparmiatori tornano a guardare alla Svizzera

Molti italiani si stanno informando su come trasferire i propri capitali nel vicino Canton Ticino

Non c'è solo la fuga degli investitori stranieri dall'Italia, con vendite massicce dei nostri titoli di Stato, ora svalutati dallo spread e considerati più rischiosi. C'è anche quella più silenziosa dei risparmiatori italiani che, spaventati dalle oscillazioni dei mercati e dall'incertezza finanziaria dell'era gialloverde stanno emigrando in Svizzera. Non loro, ma i loro risparmi, s'intende. La cara vecchia Lugano sarebbe la meta prediletta di una tendenza che sta crescendo in Ticino. E non degli evasori, visto che il segreto bancario in Svizzera è stato sepolto poche settimane fa dall'entrata in vigore dello scambio automatico di informazioni relative ai conti finanziari. Ma dei risparmiatori che temono per l'integrità del loro gruzzolo in banca.

Come riportato dal Corriere del Ticino, non ci sono ancora le code agli sportelli delle banche svizzere, ma telefonate, richieste di informazioni su costi e commissioni per l'apertura di un conto corrente e relativo trasferimento di denaro, sì. E sono sempre più frequenti: «È assolutamente comprensibile il timore dei risparmiatori italiani. L'aumento dello spread significa vedere scendere i propri risparmi e già questo rappresenta un elemento concreto di preoccupazione - ha spiegato Franco Citterio, direttore dell'Associazione bancaria ticinese (Abt) - in un Paese politicamente instabile come l'Italia, diversificare anche solo il conto in un Paese estero permette di spostare il rischio, diminuendolo. In questo senso, la Svizzera ha sempre qualche carta interessante da giocare». Non c'è ancora un dato statistico su quanto effettivamente si stia spostando in questi mesi oltre confine, e quanti italiani decideranno di passare dalle richieste di informazioni ai fatti. E dire che la volountary disclosure del 2015 aveva fatto rientrare in patria ben 44 miliardi dalla confederazione elvetica.

Il timore delle variazioni dell'euro sta spingendo sempre più investitori verso strumenti di diversificazione delle valute: in dollari, ma anche franchi svizzeri. Oltre la frontiera i costi però sarebbero più alti, con commissioni da circa 35 franchi al mese su un conto corrente.

«La forza dell'Italia, che nessun altro degli amici seduti al tavolo oggi ha, né i francesi, né gli spagnoli, è un risparmio privato che non ha eguali al mondo. Per il momento è silenzioso e viene investito in titoli stranieri. Io sono convinto che gli italiani siano pronti a darci una mano», aveva detto pochi giorni fa il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Eppure, gli italiani sembrano non avere alcuna intenzione di mettere mano al portafoglio. Se non per trasferirlo.

Commenti
Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Dom, 21/10/2018 - 09:42

è sufficiente un accordo tra Italia e Svizzera come c'è tra Lussemburgo e Germania che ogni movimento di un non residente viene trasmesso in patria.In Germania sanno se un tedesco o un residente in Germania ha un conto in Lussemburgo sa i guadagni il saldo in qualsiasi momento i movimenti i pagamenti sanno tutto persino quando uno entra in banca.Così dovrebbe e verrà in Italia con la Svizzera..

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Dom, 21/10/2018 - 10:30

Il problema è lo spreco del gettito fiscale italiano che é dissipato in enti inutili come l'ANPI o l'autority del comunista Cantone che non solo non interveniva contro la mafia dei pedaggi autostradali protetta da PD, che provocava il crollo del ponte Morandi, ma addirittura mette i bastoni tra le ruote a chi lavora onestamente come quello delle casette di Amatrice, che a furia di tangenti hanno finito per costare il dopo il doppio. Dunque si strozzano i lavoratori per mantenere nel lusso dei comunisti come Di Pietro.