«I soldi per le scuole private? Un bluff»

La responsabile istruzione di Forza Italia: «Il bonus per le famiglie è di 75 euro l'anno. Una cifra ridicola, la aumenteremo»

RomaOnorevole Centemero, il governo ha messo nero su bianco il piano straordinario di assunzioni e le novità nella riforma per «La Buona Scuola». Il disegno di legge approderà tra pochi giorni in Parlamento al quale Renzi ha chiesto di «fare presto». Che cosa farà Forza Italia?

«L'impegno di Forza Italia sarà costruttivo e puntuale, presenteremo una serie di emendamenti migliorativi. Nel ddl del governo ci sono luci ed ombre. Affermazioni di principio che condividiamo ma anche poca concretezza, pochi soldi e scarsa pianificazione. È stata fatta una scelta che ha privilegiato le assunzioni rispetto ad esempio alla questione del merito. Siamo una forza riformista, non estremista e non conservatrice vedremo se questo governo sarà capace di capire le nostre ragioni ed accogliere le nostre proposte».

È passato il principio della detrazione fiscale per le rette delle scuole paritarie, una battaglia storica per il centrodestra.

«È un passo importante ma non sufficiente. Vedo che nella bozza si definisce una detrazione del 19 per cento per le rette fino ad un massimo di 400 euro. È davvero troppo poco: significa che una famiglia può arrivare a risparmiare 75 euro all'anno. Noi chiederemo di rendere effettiva la detrazione altrimenti non si traduce nell'affermazione della libertà di scelta per l'educazione dei propri figli».

Il numero degli assunti è passato da 150mila a 100mila.

«Le cifre sono diventate più realistiche ma comunque ancora non corrispondono alle reali esigenze delle scuole perché non c'è stata alcuna pianificazione. Ogni istituto si ritroverà con un 10 per cento di insegnanti in più ma non è detto che abbiano i profili professionali dei quali quella scuola ha bisogno».

Lei ha ricoperto il ruolo di dirigente scolastico: è giusto ampliare i poteri dei presidi?

«Sì. Anzi è necessario ma anche su questo punto mi pare ci sia poca chiarezza. Si dice che i presidi potranno “scegliere” gli insegnanti ma non sarà così visto che dovranno prenderli da un Albo territoriale e per entrare in quell'elenco sarà necessario, come è giusto, fare un concorso pubblico. Non ci sarà insomma la chiamata diretta. E proprio sui concorsi vogliamo proporre alcune correzioni».

Quali?

«Il prossimo concorso verrà bandito nel 2016 ma per noi sarebbe necessario anticiparlo al 2015. È necessario ringiovanire la platea dei docenti. Poi proporremo anche di indire concorsi al massimo ogni tre anni. Basta con le graduatorie: si indiranno concorsi solo sulla base dei posti disponibili. E tra gli assunti dovrebbero rientrare anche i vincitori del concorso 2012. Anche la rinuncia al sistema di merito e il ripristino degli scatti di anzianità rispetta una vecchia logica che vorremmo superare».

La riforma prevede pure il potenziamento dell'inglese e dell'informatica. Come per l'alternanza scuola-lavoro si tratta di proposte già avanzate da Forza Italia.

«E noi chiederemo che vengano rese obbligatorie anche altre due materie: diritto ed economia per tutti gli indirizzi di studio. Dobbiamo dare ai ragazzi gli strumenti per capire il mondo che li circonda soprattutto in momenti di crisi come questo».