I tre fratelli della coca alla Roma bene

Tra i clienti anche la principessa austriaca Marina Windisch Graetz

Roma Spaccio per i vip della capitale. «I soldi al bancomat ce sò?». Ovvero: c'è la cocaina? Se gli spacciatori prendono tempo i clienti facoltosi si innervosiscono: «Ok, ce sò gli sgheii quindi nn capisco il problema» scrive in un sms Alessandra. Tre fratelli trasteverini doc in carcere, un altro arrestato dopo mesi di latitanza in Spagna, un chilo di droga e armi sequestrate ai tossici del giro. A incastrare i quattro, la principessa Marina Windisch Graetz.

In carcere Maria Luisa, Rosalba e Mario Belforti, fratelli di sangue e spaccio, e Filippo Donnini, rappresentate immobiliare. Secondo il gip Chiara Gallo i quattro «costituivano un punto di riferimento certo per una nutrita clientela». I carabinieri del nucleo operativo Trastevere ci mettono un anno, tra pedinamenti e intercettazioni, per mettere le manette a una banda che gestisce il traffico di polvere bianca nel centro storico, spaccio in Santa Maria in Trastevere. In un caso lo scambio di soldi e droga è davanti a Regina Coeli. Scambio preceduto da una telefonata alla spacciatrice Maria Luisa: «Buonasera, chi non muore () come se dice a Roma (risate)». «Ma vattene affan() Non devi parlà proprio» ribatte la Belforti. «Ma dai, ti devo nbruttì?. Ndo stai?». «A casa». «Posso passà?». «Tu dove sei?». «Davanti ar carcere». «Scendo io. Te preparo per due persone (due dosi ndr)?». «Due e mezzo semo». «La ragazzina te porti, deficiente. Ciao ciao (ride)».

Ai carabinieri che la interrogano la principessa Marina dichiara di conoscere la Belforti da almeno 15 anni e di avere con lei rapporti esclusivamente per l'acquisto di cocaina. La Graetz racconta che le cessioni avvengono a piazza Sant'Apollonia o a vicolo del Moro. E che l'amica Alessandra B. chiama la spacciatrice utilizzando il suo telefono cellulare. Il prezzo di una dose? Sempre lo stesso per la nobildonna capitolina: 40 euro. Marina Windisch Graetz, sorella di Tana moglie di Augusto Ruffo di Calabria, era stata compagna del regista Luca Gaetani Lovatelli dell'Aquila d'Aragona, morto per overdose d'eroina, terza vittima di una casata dannata.

In un caso i pusher spiegano ai clienti tossici di aver paura: «'N'attimo. Sto qua de dietro al ristorante». «Che è successo? Stò qua al bare, sto da Cinzia». «Nun te fà capì, viè qua, ar vicoletto. Nun so se hai saputo, c'è il vomito qua!». Maria Luisa Belforti, in poche parole, racconta che i carabinieri hanno appena fermato un loro cliente con la dose di cocaina in tasca. Quando la principessa di origini austriache racconta tutto ai carabinieri viene aggredita dalle sorelle Belforti. «Ah nfame. Adesso ce dai soldi per l'avvocato. T'ammazzamo!» urlano, spintonandola, Maria Luisa e Rosalba mentre la donna è al ristorante cinese di via Fonte dell'Olio assieme a due amiche. A Massimo e Simone Ragno e Russo Martino è stata sequestrata una Smith&Wesson calibro 357 magnum e un fucile calibro 12.

Commenti

sparviero51

Lun, 11/02/2019 - 19:04

CHE AMBIENTINO VIPPE !!!