I viaggiatori dell'impossibile che corrono contro il tempo

Hanno girato il pianeta in vespa, pedalato tra i ghiacci attraversato l'oceano a remi. E un festival li premia

Sì, viaggiare. Tentazione ancestrale, che ha a che fare con il desiderio innato di conoscenza. Certo che farsi dai Paesi Bassi alla Cina in bicicletta, come l'olandese Hera Van Willick, o attraversare Atlantico e Pacifico a remi in solitaria, come il nostro Alex Bellini, è prima di tutto un modo per sfidare se stessi. Questi avventurieri del XXI secolo sono due dei 18 «extreme travellers» premiati venerdì sera, al Museo della Scienza e della Tecnologia «Leonardo da Vinci» di Milano, nella cerimonia inaugurale della prima edizione del «Free Travelers Awards», festival dedicato al viaggio che ha occupato tutto il weekend fra travel talk, proiezioni, incontri coi viaggiatori, tavole rotonde, movie show.

La manifestazione, un progetto di EFG Consulting, società di marketing strategico che fa da ponte tra le eccellenze italiane e i mercati del Golfo presieduta da Giovanni Bozzetti - imprenditore già assessore ai Grandi eventi del Comune di Milano -, è stata realizzata in collaborazione con il «Dubai Travelers Festival», ideato dallo sceicco Awad Mohammad Bin Mejren e arrivato negli Emirati Arabi Uniti alla sua sesta «puntata», ed è sostenuta dal Gruppo Free, attivo nel settore dell'energia. L'idea è creare una piattaforma di condivisione di esperienze, immagini, aneddoti, in un caleidoscopio di ricordi ed emozioni. «Viaggiare è conoscere e conoscersi, incontrare diverse persone e culture - dice Bozzetti. - Se tutti diventassimo un po' più viaggiatori, si stempererebbero molte tensioni internazionali». Sotto i riflettori storie diverse, tutte ai limiti dell'incredibile: come quella di Dino Lanzaretti, ciclista estremo che ha pedalato in Siberia a -60°, premiato da un viaggiatore d'eccezione, Ottavio Missoni jr, che quest'estate andrà da Londra in Mongolia per il Mongol rally, riservato ad auto sotto i 1200 di cilindrata. O dell'alpinista marocchina Bouchra Baibanou, terza donna araba di sempre ad aver scalato l'Everest, ma non solo: nel palmarès anche Aconcagua, Elbrouz, Denali, Monte Bianco e Kilimangiaro.

C'è chi ama la bici, come il ritrattista e ciclista russo Vladislav Ketov (giro delle coste del mondo), chi l'auto (i cechi Ladislav & Katerina), chi il motorino: il più giovane premiato, il ventenne valdostano Henry Favre, ha fatto Chicago-Los Angeles in sella a un Ciao e Aosta-Capo Nord in Ape Car, mentre Pietro Porro è andato in Vespa da Milano a Saigon, alla faccia dei colli bolognesi di Cremonini e compagnia. C'è chi ha rinunciato a una famiglia stabile per visitare centinaia di regioni del mondo (lo spagnolo Jorge Sanchez), e chi ha realizzato il sogno di «mettere la bandierina» su tutti i 198 Stati del planisfero (non dite di non averci mai pensato da bambini!): è Fabio Cao, milanese che vive a Londra e ora spera di visitare... le Dolomiti! Forse ispirato da Jules Verne, lo spagnolo Daniel Satué ha completato il giro del mondo senza neppure un volo aereo. Tour del pianeta anche per la «camminatrice d'Italia» Darinka Montico, ma a piedi, in barca a vela e bici. Numeroso il «popolo» della motocicletta, in perfetto stile Kerouac: Miriam Orlandi è risalita dall'Argentina all'Alaska, fino ai luoghi di Chris McCandless, proprio mentre i kuwaitiani Muhanad Al-Sultan, Husain Ashkanani e Ali Al-Bairami giravano il mondo su due ruote. Non da meno è il fondatore del Dubai Travelers Festival, Awad Mejren, che con il suo team di viaggiatori ha attraversato oltre 65 Stati in auto.