Ibra insulta la Francia ma l'orgoglio nazionale lo mette fuori gioco

L'attaccante del Paris Saint Germain s'infuria con l'arbitro e commenta: «Paese di m...». Un coro quasi unanime lo affonda. Le Pen: «Se ne vada»

di Tony Damascelli

«In quindici anni di carriera non ho mai visto una cosa così. Questo è un paese di merda». Trattandosi di Francia viene alla mente la frase di Pierre Jacques Etienne visconte di Cambronne il quale però usò il sostantivo rivolgendosi al generale inglese che gli imponeva la resa. Qui, in verità, non ci sono inglesi ma uno svedese ed è Zlatan Ibrahimovic, attaccante al soldo copioso dell'emiro del Qatar per rendere servigi al Paris Saint Germain, squadra di football che le ha buscate a Bordeaux per colpa dell'arbitro, secondo i parigini, per questo provocando l'ira del campione. Lo stesso Ibrahimovic, capito di avere sclerato (così hanno scritto e detto i francesi péter les plombs ) ha chiesto scusa, dicendo di essersi rivolto al football, all'arbitro e non certo al Paese e ai suoi cittadini.

Ora ai francesi potete toccare il formaggio, la moda, il vino ma giù le mani dalla Marianne, la Repubblica con tutti gli annessi. Le parole di Ibra hanno spaccato l'Etoile, coinvolgendo la banlieue e faubourg Saint Honoré , di tutto e di più, se ne è parlato nei bistrot , brevemente, se ne sta discutendo tra i politici e qui la baruffa è totale.

Marine Le Pen, ça va sans dire , ha invitato Ibrahimovic a lasciare il Paese «quelli che pensano che la Francia sia un paese di merda possono andarsene», il socialista Jerome Guedj ha definito «inaccettabili» le parole dello svedese, il «verde» François de Rugy ha ricordato che quella frase è un cattivo esempio per i giovani che si avvicinano al calcio, il ministro dello Sport, Patrick Kanner, ha accettato le scuse ma si è detto sconcertato chiedendo una punizione del colpevole che non si scusato con l'arbitro, l'ex ministro La Maire ha sottolineato che il caso è chiuso perché Ibrahimovic era in trance agonistica e non in conferenza stampa, il senatore centrista Philippe Dallier ha mandato tutti a quel paese «il 99 per cento dei francesi se ne frega del Paris Saint Germain», il SAFE, che sarebbe il sindacato degli arbitri, ha preferito infierire sull'«ego sovradimensionato del personaggio», senza mai citarne il cognome e il nome e che «è arrivato il momento in cui nessuno può dire e fare quello che vuole».

Ma la reazione più intelligente e divertente è apparsa on line su Le Figaro . Si tratta di una (sedicente) lettera scritta da un illustre connazionale di Zlatan Ibrahimovic: Alfred Nobel: «Caro Maestro, io ho inventato la dinamite ma lei la sta esaltando in campo e fuori, contro gli arbitri, i giornalisti, gli avversari, una esplosione di nitroglicerina. Bravo. Anche io ho vissuto a Parigi, era bella anche se non c'era ancora Il Paris Saint Germain. Inventai un nome la dinamite extra Nobel, se l'avessi incontrata l'avrei chiamata dinamite extra Zlatan. Che vuole adesso? Che gli Champs Elysée diventino Zlatan Elyséen o la Tour Eiffel Tour Zlatan? Che farà dopo il calcio? Si darà al wrestling? Proverà ad allenarsi con i bazooka? Fornirà nuovi insulti al dizionario? Le ricordo che ho creato un elemento chimico che porta un numero, il 102, lei ha voluto continuare l'opera con il suo numero, 10. La invito dunque ad associarsi all'Accademia Svedese. L'aspetto, quando avrà finito di giocare con il pallone e di fare la guerra.

Con tutta la mia amicizia, sportiva ed esplosiva.

Alfred 102».

Un Nobel per l'insulto. È il modo migliore, direi molto francese, di chiudere, con una risata, una stronzata svedese.