Ieri Fitto bastonava Alfano Oggi trama col «traditore»

Nel 2013 l'europarlamentare tuonava sull'ex delfino del Cavaliere quando decise di lasciare Forza Italia Adesso tenta di fare l'inciucio alle Regionali con Ncd

S i dice che la vocazione al tradimento sia inscritta nel libro del destino di un uomo. Qualcuno pensa che, tradito una volta, si tenderà a tradire sempre. E che, chi tradisce un amico, in realtà vuol solo tagliar via una parte di sé, vuole staccarsene. Dunque, che non cerchi altro che tradire se stesso.

Eppure non bastano risaputi cliché a spiegarsi alcune mosse della politica; e se non fosse per la statura dei personaggi, occorrerebbero le dimensioni del mito: i figli che divorano il padre (e non viceversa), le sorde gelosie tra fratelli per un trono. Ma nella vicenda che porta i due ex delfini di Forza Italia, Raffaele Fitto e Angelino Alfano, a provare la salda intesa pur di trovare una strada che non incroci Silvio Berlusconi, siamo precipitati nella sfera del fantastico. Un fantastico che non fa sognare. Stanno provando a darsi manforte dopo essersele suonate di santa ragione, dopo essere stati ciascuno sicuro di poter succedere al fondatore del centrodestra. Dopo aver, in definitiva, ritenuto a torto che la fortuna dell'uno corrispondesse alla disgrazia dell'altro.

Raffaele, primo a bearsi di una vita da delfino, sembrava avvantaggiato dalla simpatia mostrata dal leader nei suoi confronti. Complice una vita agiata, complicata però dall'inattesa drammatica morte del padre, leader della Dc salentina. Quindi venne il momento di Angelino, tutt'altro tragitto, suffragato da arzigogoli di democristiana sicilianitudine. Il redde rationem , dopo anni di lotte sottobanco, giunse nel momento in cui si contano amici e nemici. Quando si approssimava il voto per la decadenza di Berlusconi, Alfano spingeva per le primarie e la permanenza nel governo, Fitto capeggiava i cosiddetti falchi . Se ne dissero di tutti i colori. Era l'ottobre 2013, Raffaele commentava l'intervista che segnò lo spartiacque dal quale sarebbe nato l'Ncd. «Le dichiarazioni di oggi di Alfano mostrano evidentemente una rotta alternativa a quella indicata da Berlusconi e dai nostri elettori. Nessuno può mettere nel freezer il Cavaliere, Alfano accetta che la sinistra tenti di espellere dalle istituzioni il nostro leader. Tradendo Silvio, tradisce se stesso». Invocò un percorso di chiarezza .

Alfano invece proponeva le primarie. E Fitto le bocciava: «Io ragiono su Berlusconi il giorno in cui Berlusconi autorizzerà il “ dopo “». Alfano non le mandò a dire: «Non è un bene che il nostro movimento finisca in mano ad estremisti. Berlusconi non lo è, altri sì». Siamo a novembre, ormai a un passo dalla clamorosa scissione. In una telefonata drammatica a Berlusconi, Angelino poneva le sue condizioni per restare, Raffaele davanti al Cav faceva ampi gesti per implorare un «no». Rotti gli indugi, Angelino impallinava i falchi: «Non aderiamo a Forza Italia perché non è più il movimento del '94». Raffaele non risparmiava la colomba: «Atto gravissimo contro il Cavaliere», diceva. E ragionava sull'uscita di Alfano quasi con sollievo: «Il rischio è che invece di rinascere Forza Italia, rinascesse la Dc». Ma sembra ormai persino ozioso ripercorrere il profluvio di dichiarazioni dell'uno contro l'altro, di falchi e colombe totalmente prese a rincorrersi nel cielo della politica, senza meta alcuna, se non quella di sbranarsi. Ora va così, la vita. Angelino e Raffaele, forse uno dei motivi della noia del Cav verso il partito, causa dello strappo dal quale germinò l'Ncd, si rivedono. Inciuciano per un accordo sulle Regionali in Puglia (dove Fitto continua a dettar legge e organizzar trame), immaginano un sostegno comune ai candidati di Campania e Veneto. Si dice con l'intenzione di ridurre Forza Italia a un partitino sotto l'8 per cento. Un «c'eravamo tanto odiati» che finora mancava nel panorama ornitologico. Dove non volano più rondini, ma falchi e colombe transgeniche, e sempre più simili ad avvoltoi.

di Roberto Scafuri

Roma

Commenti
Ritratto di franco_DE

franco_DE

Gio, 09/04/2015 - 16:18

tipici italiani!

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Gio, 09/04/2015 - 18:54

E' proprio il caso di dire che FI è finita grazie agli inciuci di Berlusconi con i governi sinistri, mai eletti anche grazie a lui, ed a quelli di tutti quei signori qui sopra elencati e agli altri. Mi dispiace solo di Brunetta, che io stimo.