Ilva ed Embraco, il Pd paga la crisi industriale

Il Pd paga dazio alle urne per la crisi dell'Ilva di Taranto e per la 'vertenza Embraco' a Nichelino, paese del Piemonte dove ha sede la fabbrica di elettrodomestici

A Taranto, come il resto della Puglia, il Pd paga le divisioni interne che hanno visto il presidente Michele Emiliano scontrarsi spesso con i renziani, proprio sul futuro dell’Ilva.

La sconfitta del Pd a Taranto, l'Ilva e la crisi premiano il M5S

Ne è convinto Valerio Papa, segretario del circolo Volta, uno dei quartieri popolari della città, che all’Agi rivendica le“tante cose buone” fatte dai governi del Pd come l’aver “tolto l'acciaieria ai Riva, tutelato i salari e i posti di lavoro, avviato la bonifica”. "In realtà abbiamo perso le elezioni perché – spiega - non eravamo più in sintonia con la nostra gente e perché a Taranto ha pesato molto la doppia linea del Pd: i renziani intenti a spiegare il lavoro fatto, il fronte di Emiliano impegnato a demolirlo. Un'assurdità. Non ci capivano gli iscritti, che erano a dir poco disorientati, figuriamoci gli elettori". Ora, dunque, anche secondo Papa, è giusto stare fermi un giro e andare all’opposizione: “Erano sette anni che stavamo al governo se partiamo da Monti. E si era un po’ interrotta quell'alternanza che sino a quel momento c'era sempre stata, vedi Prodi e Berlusconi". Nel quartiere Tre Carrare Battisti, dove il circolo Volta ha sede, secondo Papa, si percepiva bene la vittoria dei Cinque Stelle: "Bastava andare in giro per rendersene conto. – dice - Disoccupazione, situazione economica, disagio sociale: su questo abbiamo dato risposte insufficienti e non siamo riusciti a spiegarci". Michele Portacci, segretario del circolo di quartiere del rione Tamburi, quello vicino all’acciaieria, ritiene che "non solo l'onda dei 18enni-25enni pro 5 stelle era fortissima ma M5s ha fatto breccia anche nella platea degli under 50. E se i giovanissimi costituivano l'onda spinta dai social, che hanno annullato ogni possibilità di ragionamento e confronto, tutti gli altri, invece, volevano mandarci a casa perché stufi”. “Noi pensiamo di aver tenuto tra gli over 50. Il 4 marzo - aggiunge Portacci - siamo stati davanti ai seggi e lì ti accorgevi della protesta e della rabbia che poi le urne avrebbero rivelato". Anche Francesco Montedoro, segretario del circolo di Grottaglie, è convinto il voto "è stato non solo espressivo di disagio e malessere": "Il Pd - dice - è stato visto come il partito del governo e gli elettori hanno ritenuto di dover chiudere con noi". Ma Portacci assicura: “Un elemento unifica la nostra base: nessuno in periferia vuole intese con M5s, checchè ne dica il presidente della Regione, Emiliano".

Nichelino, la vertenza Embraco incide sulla sconfitta del Pd

Anche a Nichelino, il paese in provincia di Torino, la vertenza industriale dell’Embraco, ha favorito il Movimento Cinque Stelle. Antonio Landolfi, segretario del circolo Pd cittadino e renziano deluso della prima ora, ha commentato: "Negli ultimi tempi si sentiva un'aria pesante anche se forse non pensavano che i dati nazionali sarebbero stati così negativi. Per quanto riguarda la nostra realtà siamo riusciti ad avere 1601 voti in più rispetto alle amministrative del 2016, quindi, tutto sommato, pur in un andamento negativo generalizzato per il Pd, abbiamo tenuto". Per Landolfi le difficoltà del partito sono spesso le stesse a tutti i livelli:"Quello che si riflette nei circoli, lo si percepisce a livello regionale e nazionale: ci sono troppi personalismi, mille correnti e questa è una cosa brutta". L’esponente dem si focalizza sulla mappa del voto locale e spiega: “Abbiamo vinto in zone della collina torinese come Revigliasco e Pecetto, o a Torino centro. Forse siamo diventati un partito che guarda ad un ceto sociale che non è quello tipico del centro-sinistra". Landolfi non ha dubbi: "Dobbiamo tornare ad avere attenzione ai più deboli, ai lavoratori, a chi non arriva alla fine del mese" e ricorda la battaglia di questi mesi a fianco dei lavoratori dell'Embraco"come circolo siamo stati con loro sia alla vigilia di Natale che a Capodanno”. “Nel nostro piccolo – aggiunge - abbiamo voluto dare un forte segnale di vicinanza perché è questo il Pd che vorremmo". Per il segretario del Pd di Nichelino il messaggio degli elettori è che "come circolo siamo stati con loro sia alla vigilia di Natale che a Capodanno”. “Nel nostro piccolo – aggiunge - abbiamo voluto dare un forte segnale di vicinanza perché è questo il Pd che vorremmo". Per il segretario del Pd di Nichelino il messaggio degli elettori è che "non siamo stati capaci di dare un sogno alle persone. Al Nord una delle richieste era quella di avere tasse più basse, al Sud il reddito di cittadinanza ha fatto presa. Eppure su questi temi non siamo stati capaci di dire nulla, di far passare il messaggio delle tante cose che sono state fatte. In questo c'è stato certamente anche un errore di comunicazione da parte di Renzi". Il circolo Pd di Nichelino, il primo in Italia intitolato a Tina Anselmi, 650 iscritti circa, nei giorni scorsi ha votato un documento che non lascia alternative: Lega e M5s hanno vinto, il Pd ha perso e quindi "gli elettori hanno diritto di veder rispettato il loro voto, non farlo equivarrebbe ancora di più ad accentuare il fenomeno dell'antipartitismo”.