«È impossibile controllare tutti i passeggeri»

Triplicata la sicurezza, ma c'è chi chiede metal detector e body scanner

Roma Dopo gli attentati di Bruxelles due recenti episodi in stazioni ferroviarie e della metro di Roma sembrano sinistri avvertimenti. Il 17 marzo un uomo è stato bloccato alla fermata Flaminio della metro A armato di un fucile, poi risultato ad aria compressa. Il 25 gennaio l'allarme è scattato alla stazione Termini dove girava indisturbato un uomo, ripreso dalle telecamere, con un fucile poi risultato giocattolo, fermato solo molte ore dopo fuori Roma.Ieri la Questura ha disposto il rafforzamento dei controlli su tutti gli obiettivi sensibili come metropolitane e stazioni ferroviarie, ma ci si chiede quanto davvero sia sicura la capitale dell'Anno Santo, che appare più di prima un possibile obiettivo della violenza terroristica. E non rassicura la dichiarazione dell'amministratore delegato delle Ferrovie Italiane, Renato Mazzoncini, all'audizione alla Commissione Trasporti della Camera: «Non c'è modo di controllare tutti i passeggeri, di impedire ad una persona che entri in una delle duemila stazioni di arrivare ad una delle grandi stazioni centrali. Abbiamo partecipato a varie riunioni in Europa, triplicato negli ultimi anni la sicurezza interna e abbiamo una collaborazione strettissima con Polfer e Polizia di Stato, ma non c'è una soluzione». Molti, però, chiedono che siano installati, come negli aeroporti, sistemi tecnologici dai metal detector ai body scanner a tutti gli ingressi delle stazioni, prima dei tornelli, per evitare l'accesso di armi o di ordigni esplosivi. Quel che è stato fatto è certo insufficiente, come a Termini, dove i nuovi gate di accesso all'area partenza dei treni si superano solo esibendo il biglietto. E un attentatore non si preoccuperebbe di risparmiare poche decine di euro. Nessun controllo poi continua ad esserci su chi arriva alla stazione da altre località. Dal primo maggio ci sono gate anche nelle stazioni di Milano centrale e di Firenze Santa Maria Novella, ma il progetto elaborato da Fs con le forze dell'ordine appare insufficiente. «Servono misure straordinarie - dice il presidente del Codacons Carlo Rienzi- per questi obiettivi sensibili». Stefano Pedica del Pd avverte: «Non possiamo rischiare di lasciare incontrollati luoghi frequentati ogni giorno da migliaia di persone». AMG