Imprenditrice rapita nel centro di Nizza

Jacqueline Veyrac, 76 anni, portata via da un commando di sequestratori

Nizza torna sotto i riflettori. A soli seicento metri da Promenade des Anglais che fu teatro dell'attacco terrorista del 14 luglio, una delle donne più ricche di Francia è stata rapita lunedì mattina in pieno giorno. Jacqueline Veyrac, 76 anni, era uscita da una farmacia tra Avenue Emilia e Boulevard Gambetta, dove la donna d'affari vive stabilmente, quando un commando di tre persone secondo le testimonianze le ha messo un fazzoletto in bocca e alle 12,15 l'ha caricata su un'auto. «È stato come nelle scene dei film», ha detto un testimone citato dal quotidiano Nice Matin. Ieri un primo sviluppo. I rapitori hanno contattato il figlio Gerard. Ma dalla telefonata «non c'è stato niente di nuovo», spiega Sophie Jonquet, avvocato dei due figli. Descritti come «disorientati», non faranno dichiarazioni. Non per ora, insiste il legale. Disorientata sembra anche la polizia, che ha individuato l'auto del sequestro, risultata rubata ma inutile alle indagini. Si scava allora nella vita della milionaria. Nonostante fosse già stata bersaglio di un tentato sequestro nel 2013, Madame Veyrac non aveva una scorta. Per la procura è «prematuro» dire se i due episodi siano legati. Ma non si esclude nessuna pista. Oltre ad essere presidente del consiglio d'amministrazione del celebre Grand Hotel di Cannes (il più lussuoso della Croisette e il favorito dei magnati al Festival, vista sul Boulevard), la 76enne possiede altri locali in Costa Azzurra. Dal ristorante La Reserve di Nizza a strutture turistiche e attività imprenditoriali. Soprattutto è ricchissima, ma anche amatissima nel quartiere, la donna è la seconda milionaria attaccata in Costa azzurra. Due anni fa il giallo di Helen Pastor, l'ereditiera monegasca morta in ospedale a seguito del tentato omicidio avvenuto proprio a Nizza, fece impazzire gli inquirenti. Finché finirono in manette la figlia Sylvia Ratkowski-Pastor, 53 anni, poi rilasciata, ed il marito Wojciech Janowski, che confessò di essere il mandante. A Marsiglia trovarono i due ragazzi delle Comore che agirono su commissione. Alla polizia giudiziaria non risultano ancora richieste di riscatto, né all'avvocato della famiglia. Gli inquirenti parlano però di «corsa contro il tempo». Di persone ben informate sugli spostamenti della milionaria che sanno ciò che fanno. Il procuratore di Nizza, Jean-Michel Prêtre, insiste: il commando non era armato. Volto coperto da passamontagna e rapidità d'azione. Due sono usciti da un furgone e l'hanno prelevata. Un terzo aspettava nell'auto poi abbandonata. Gli investigatori non escludono neppure che il rapimento sia riconducibile alle bande del milieu, la criminalità organizzata attiva nel sud della Francia che ha innescato un'ondata di violenza tra i clan, ma si interessa anche di civili. L'ingresso nell'organizzazione di uomini provenienti dal Nordafrica ha privato la città di ogni codice.