Le imprese: «L'economia non risentirà del voto»

Gian Maria De Francesco

Roma Il no alla riforma costituzionale non produrrà particolari effetti di medio-lungo periodo sull'economia italiana. A smentire ulteriormente le Cassandre di Confindustria (che hanno profetizzato l'avvento delle cavallette se non dovesse vincere il sì) è stato il Centro studi di Confimprenditori, associazione che riunisce imprese e liberi professionisti.

La confutazione delle tesi confindustriali si basa su due assunti, uno di tipo macroeconomico e l'altro di tipo empirico. I tecnici della confederazione guidata da Vincenzo Boccia hanno sottolineato che il no produrrebbe una contrazione cumulata del Pil al 2019 di 4 punti percentuali rispetto allo scenario più favorevole ripiombando il Paese sull'orlo dell'abisso affrontato nel 2011. Eppure, ricorda il centro studi Confimprenditori, nel 2011 il Pil crebbe dello 0,4% (quest'anno se va bene sarà un +0,8%), la disoccupazione era all'8,7 (ora è all'11,7%), mentre il debito pubblico era addirittura inferiore a 1.900 miliardi (attualmente 2.248). Gli unici miglioramenti si sono evidenziati sul fronte dello spread e su quello della spesa media per famiglia. Questi dati mostrano che lo shock temporaneo legato soprattutto alla volatilità dei mercati finanziari europei è stato stabilizzato (soprattutto per effetto del quantitative easing della Bce), ma che l'Italia non ha evidenziato «né una crescita sostanziosa né un netto miglioramento degli indicatori macroeconomici» sui quali il referendum potrebbe impattare.

Ma, soprattutto, una consultazione politica può avere un impatto sulla vita economica? «La bocciatura delle riforme istituzionali e la formazione di nuovi governi (viste le probabili dimissioni di Renzi in caso di esito negativo, ndr) sono una prassi perfettamente normale e consolidata». Tanto i mercati quanto le imprese riprendono il loro business una volta superata l'iniziale instabilità che generalmente dura pochi giorni. Un esempio? La Brexit. Gli scenari previsionali ipotizzano in un arco decennale tanto un calo quanto un aumento del Pil, segno che i destini britannici non sono appesi all'Europa. Un altro esempio? La Spagna. È senza governo da circa un anno e non ha sofferto nessuna ricaduta negativa: il Pil cresce.

Commenti

MaxHeiliger

Mar, 22/11/2016 - 09:58

Insomma, sino all'altro ieri questo individuo diceva che se votiamo NO gli industriali frenano gli investimenti e andiamo incontro alla ripetizione 1929. E oggi dice che l'economia non risentirà del voto. Per me alza troppo il gomito oppure fuma roba di cattiva qualità.