Incontro segreto Conte-Macron. "Lifeline", l'Italia segna un punto

Vertice tra i leader: la nave pronta a sbarcare, Malta frena Sulle quote manca l'ok di Germania, Spagna e Olanda

Una vittoria italiana, da qualsiasi punto si voglia guardare. C'è un Matteo Salvini che mostra i muscoli e un Giuseppe Conte che tratta con pazienza, secondo il vecchio stile da commedia all'italiana del poliziotto cattivo e di quello cattivo. Ma di certo c'è una cosa: la Lifeline che vaga da giorni per il Mediterrano dovrebbe sbarcare a Malta il suo carico di 233 migranti partiti dalla Libia a bordo di gommoni malmessi diretti in Italia, e salvati dalla nave dell'ong tedesca, che ha ignorato gli ordini delle autorità italiane e maltesi di riconsegnarli alla guardia costiera di Tripoli. Il piccolo arcipelago a Sud della Sicilia esita, prima di aprire il porto della Valletta vuole incassare la certezza che l'Europa si divida la refurtiva umana. Ma il finale sembra scritto. Malta doveva essere e Malta sarà.

A sbloccare la situazione un lungo colloquio avvenuto lunedì alla Casina Valadier di Roma tra il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron, prima che quest'ultimo vedesse il papa. I due - alla presenza della premiere dame Brigitte - hanno parlato per novanta minuti dell'emergenza, dopo che l'inquilino di Palazzo Chigi aveva telefonato tra gli altri anche alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al primo ministro maltese Joseph Muscat. Quest'ultimo - a sua volta impegnato in un'incessante lavoro di uncinetto - ha accettato l'accordo ponendo solo la condizione che venisse messo nero su bianco un accordo fra sette Stati per la ridistribuzione dei migranti a bordo. A prendere in carico i «passeggeri» della Lifeline, oltre a Malta e Italia, saranno Francia e Portogallo. Si aggiungeranno forse anche Germania, Spagna e Paesi Bassi, ma fino a ieri sera stavano ancora valutando il caso. Sullo sfondo di queste grandi manovre il nuovo asse tra Berlino e Madrid, con la Merkel che ha garantito al neocollega Pedro Sánchez l'impegno tedesco perché la Spagna riceva maggiore sostegno da parte dell'Ue.

Un altro successo per la nuova linea dura di Roma. Un primo segnale di superamento di fatto delle regole di Dublino, un trionfo della diplomazia sugli irrigidimenti, un precedente di cui non si potrà non tener conto nel prossimo futuro. Certo, c'è ancora chi come il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, mostra i muscoli. Dapprima scagliandosi contro «la nave fuorilegge che finalmente verrà sequestrata», un attacco appena ammorbidito dalla promessa che «per donne e bambini davvero in fuga dalla guerra le porte sono aperte». Poi prendendosela ancora una volta con il presidente francese: «Se per Macron in Italia non esiste un problema immigrazione, allora che apra subito le porte di casa sua ai 9mila immigrati che la Francia si era impegnata ad accogliere dall'Italia con gli accordi firmati in Europa. Troppo facile farsi la foto col Papa senza rispettare gli accordi e respingendo donne e bambini alle frontiere. L'arroganza francese non va più di moda in Italia». Il premier Giuseppe Conte smorza invece i toni: «Ho appena sentito al telefono il presidente Muscat: la nave della ong Lifeline attraccherà a Malta. Coerentemente con il principio cardine della nostra proposta sull'immigrazione, secondo cui chi sbarca sulle coste italiane, spagnole, greche o maltesi, sbarca in Europa, l'Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo della Lifeline, con l'auspicio che anche gli altri Paesi europei facciano lo stesso».

La Valletta ha comunque annunciato che aprirà un'inchiesta sulla nave tedesca - i cui «armatori» ieri si sono lamentati di aver ricevuto per giorni solo informazioni di seconda mano da Twitter - perché «la #Lifeline ha ignorato le istruzioni impartite dalle autorità italiane, in conformità alle norme internazionali, determinando questa situazione», come ha scritto su Twitter l'ambasciatrice di Malta in Italia, Vanessa Frazier. E ieri la Aquarius, priva di migranti, è stata costretta a fermarsi a Marsiglia per uno scalo tecnico, visto che dapprima l'Italia e poi anche Malta le hanno rifiutato l'attracco. «Come mi dispiace...», non perde occasione di twittare il solito Salvini.