Incubo a Bruxelles, con cintura esplosiva alla stazione: ucciso

Ieri sera i militari belgi hanno sparato a un sospetto prima che facesse una strage

Roberto Fabbri

Una esplosione («piccola», secondo le informazioni ufficiali) alla stazione centrale, le forze di sicurezza che intervengono immediatamente, aprono il fuoco e abbattono il terrorista; l'immediato allarme lanciato nel centro della città affollato di cittadini e turisti, la Grand Place subito bloccata per precauzione. Così Bruxelles, città che in questi ultimi anni ha già pagato un prezzo altissimo al terrorismo di matrice islamica in termini di vite umane e devastazione del proprio stile di vita, è ripiombata ieri sera in un attimo nell'incubo.

Per fortuna questa volta il disegno di versare ancora il sangue di tanti innocenti per gettare il Belgio e l'Europa nel terrore non è riuscito. Le prime ricostruzioni indicano che verso le 21 un uomo si sarebbe introdotto nella stazione centrale di Bruxelles con un trolley e quella che sembrava una cintura esplosiva assicurata al corpo.

Non è ancora chiaro cosa abbia provocato la «esplosione a bassa intensità» che è stata udita nella stazione, ma è certo che il terrorista è stato rapidamente «neutralizzato a colpi d'arma da fuoco», anche se non è certo che sia stato ucciso.

Forse il terrorista ha azionato la carica esplosiva quando si è reso conto di essere stato individuato da una pattuglia di militari che stavano per sparargli addosso. Secondo un testimone avrebbe inneggiato ad Allah (sembra con la frase «i jihadisti esistono ancora») prima di compiere il gesto estremo.

Secondo un'altra versione, i militari avrebbero sparato al terrorista prima che questi avesse il tempo di agire e la «piccola esplosione» sarebbe stata la conseguenza dei colpi che hanno raggiunto il mancato stragista.

Le esplosioni hanno provocato scene di panico in stazione. Una o due persone, secondo testimonianze, sarebbero fuggite dall'edificio durante la sparatoria, e potrebbe in teoria trattarsi di complici del terrorista colpito.

Intanto, mentre il premier Charles Michel e il ministro dell'Interno Jan Jambon si recavano nella sala del Centro di Crisi per seguire la situazione in diretta, scattavano le misure di protezione a tutela dei cittadini: la stazione è stata subito evacuata e i treni bloccati, la fermata della metropolitana «Gare Centrale» chiusa mentre i convogli della ferrovia urbana delle linee 1 e 5 ricevevano istruzioni di proseguire senza farvi sosta, gli autobus deviati dalla zona a titolo precauzionale. Circolazione interrotta anche nelle altre stazioni della capitale, Bruxelles Nord e Bruxelles Midi.

Pure la celebre e bellissima Grand Place, cuore antico del centro di Bruxelles, è stata subito sgomberata dai numerosi turisti che come sempre la affollavano, e in breve misure analoghe hanno riguardato praticamente l'intero centro cittadino.

Mentre ancora stava procedendo alle verifiche di rito, la polizia ha diffuso un messaggio su Twitter con cui assicurava che «l'incidente» poteva considerarsi risolto e che la situazione era sotto controllo. Veniva anche ufficialmente escluso che ci fossero state altre vittime.

Alla Gare Centrale sono ben presto arrivati anche degli artificieri, incaricati di ispezionare il corpo del terrorista, dal quale spuntavano sinistramente dei fili, probabilmente quelli che hanno allertato i militari che hanno sventato l'attentato.