Incubo canone Rai: la bolletta va tenuta per un decennio

Bisogna conservare la ricevuta del pagamento per evitare contestazioni dal Fisco

Francesca Angeli

Roma Non buttate la bolletta della luce pagata prima dei prossimi dieci anni. Altrimenti correte il rischio di dover sborsare di nuovo il costo del canone Rai.

Le nuove regole per il pagamento dell'imposta televisiva non finiscono mai di stupire e soprattutto di creare complicazioni in più per il consumatore. Attenzione dunque perché fino ad ora il cittadino sapeva di dover conservare la prova del pagamento di luce, acqua, gas e telefono «soltanto» per cinque anni. Scaduto il termine quell'ingombrante mucchietto di carta poteva finalmente esser buttato, liberando il cassetto per ospitare nuove fiammanti ricevute di pagamenti di altri balzelli. Ora però nella bolletta della luce è stato inserito il pagamento del canone Rai. Iniziativa già ampiamente criticata per la pessima gestione e mancanza di chiarezza e che ha creato problemi anche per i calcoli del ministero dell'Economia sull'andamento delle entrate tributarie nel confronto con lo scorso anno.

Ora emerge un nuovo particolare che interessa i cittadini e che a parte qualche segnalazione da parte dei media e dei siti dedicati non era stato sufficientemente chiarito ed è infatti ignoto alla maggioranza dei contribuenti. Il punto è che il canone è un'imposta e dunque non segue le stesse regole che valgono per i pagamenti delle tariffe. Per i tributi la prescrizione è decennale. Visto che è stato deciso che a chiunque sia intestatario di una fornitura elettrica vada addebitato in bolletta il canone Rai e visto che il canone è una tassa sarà necessario conservare quella bolletta nel cassetto per dieci lunghissimi anni. Nulla cambia per le utenze. Il pagamento della luce, del gas, dell'acqua e del telefono si prescrive sempre in 5 anni. Dunque se si perde quella bolletta dopo i cinque anni non potranno esserci contestazioni sul pagamento della luce da parte della compagnia elettrica di riferimento. Potrebbe invece arrivare una richiesta di controllo dall'Agenzia delle Entrate e se il contribuente non sarà in grado di esibire la bolletta pagata per i successivi dieci anni dovrà necessariamente ripagare il canone. L'ulteriore consiglio è quello di trattenere l'originale cartaceo dell'avvenuto pagamento perché le fotocopie e le riproduzioni possono essere più facilmente sottoposte alla contestazione da parte del creditore. La prescrizione di cinque anni per le tariffe di acqua, gas e telefono vale anche per le spese di condominio, l'affitto e le rate del muto. Si sale a dieci anni per il canone ma anche per le spese condominiali straordinarie. Insomma in Italia la smaterializzazione dei documenti è un'utopia.