Indagato l'assistente della Castelli

Luca Pasquaretta ha un incarico per la viceministra dell'Economia

Un nome che non si dimentica. Anche perché nel giro di due anni ha totalizzato tre inchieste. A parte quel selfie a Juventus-Inter insieme alla ex parlamentare Pd Paola Bragatini, oggi tassista, di notizie sull'ex capo ufficio stampa della sindaca di Torino, Chiara Appendino, Luca Pasquaretta, non ce n'erano tante. In poco tempo però di notizie ne sono arrivate anche troppe. L'ultima grana ieri e bella grossa. Alla sua collezione si aggiunge un avviso di garanzia con accuse pesantissime di estorsione, traffico di influenze illecite e turbativa d'asta. I carabinieri gli hanno perquisito casa e sequestrato pc e cellulare. I fatti che gli vengono contestati sarebbero avvenuti dopo che Pasquaretta lasciò Palazzo di Città perché travolto dallo scandalo di una consulenza da 5mila euro per una prestazione inesistente al Salone del Libro del 2017. Le indagini hanno portato così a nuove accuse.

Da un po' si sono perse le sue tracce finché a dicembre spunta di nuovo il Pasquaretta: i 5 stelle gli hanno regalato un incarico bello fresco come assistente della viceministra dell'Economia, Laura Castelli, altra collezionista di figuracce.

Per non farsi mancar nulla Pasquaretta risulta pure indagato per apertura abusiva di luoghi di spettacolo e invasione di terreni, a proposito della sistemazione a Parco Dora dei maxischermo in occasione della finale di Champions League Juventus-Real Madrid, la sera della tragedia di piazza San Carlo. A ben vedere entrambe le accuse sono frutto di eccessi a cui è avvezzo il Pasquaretta: il maxischermo venne organizzato coinvolgendo conoscenti per compiacere la sindaca; il ruolo al Salone venne ricoperto (e pagato) per «occupare» la kermesse e favorire la narrazione della fiera salvata dalla sindaca.

Ora si aggiunge quest'altra tegola sulla testa del «pitbull». Così chiamavano Pasquaretta quando faceva il portavoce dell'Appendino per il suo fare ruspante, un muro invalicabile nel respingere qualunque tentativo di contatto con la sindaca. Pasquaretta era diventato il tuttofare, ben oltre il ruolo di addetto stampa: consigliere politico, tessitore di relazioni, suggeritore. Un ruolo sempre più ingombrante e indigesto ad assessori e consiglieri del Movimento 5 Stelle. Ma non per l'Appendino che ne aveva fatto la sua ombra, l'unico di cui si fidava. Anche così si spiegano i suoi guai giudiziari.