Intercettazioni, in commissione antimafia spunta il "lodo Gratteri"

L'ex procuratore aggiunto: "Per punire la pubblicazione arbitraria serve un nuovo reato"

Dopo il caso D'Alema, potrebbe nascere un nuovo reato, quello di "Pubblicazione arbitraria di intercettazioni". Lo ha proposto la commissione per la revisione delle normative antimafia presieduta dall'ex procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri.

Un modo per "colmare macroscopiche lacune emerse nella prassi in ottica effettività del diritto di difesa e riservatezza delle comunicazioni", ha detto Gratteri, secondo cui il nuovo reato si accompagna, tra l’altro, alla previsione "dell’inedito divieto" all’autorità giudiziaria a inserire il testo integrale delle intercettazioni "a meno che la riproduzione testuale non sia rilevante a fini di prova". Quest’ultima disposizione - è scritto nella proposta - "mira a una tutela rafforzata del diritto di privacy, eliminando il fenomeno negativo della divulgazione, proprio tramite gli atti dell’autorità giudiziaria, del contenuto di informazioni che esulano l’accertamento processuale. Si vuole così porre uno deciso e serio sbarramento alla possibilità che la lesione alla sfera riservata degli intercettati possa trovare la sua origine nell’ attività di impiego procedimentale o processuale dei risultati delle intercettazioni".

Commenti

brunog

Gio, 02/04/2015 - 02:35

Prima bisogna processare chi rivela le intercettazioni perche' violano la privacy e sono coperte da segreto instruttorio. Non occorre andare lontano, questi signori sono tutti nelle procure.

Efesto

Gio, 02/04/2015 - 07:03

Siamo alla solita burla della logica. Dire "a meno che la riproduzione testuale non sia rilevante a fini di prova" lascia l'arbitrio allo stesso magistrato di aprire o meno la valvola della diffusione di un contenuto. Non prendiamoci in giro. Queste sono solo battaglie per un potere tendente a controllare tutto e tutti. Solo se le inchieste rimanessero nell'ambito della estrema riservatezza, senza spot mediatici e senza conferenze stampa, avremmo, forse, una maggiore serietà nella amministrazione della legge. La giustizia è, purtroppo, un concetto a priori e, checché ne dica l'art. 101 della nostra Costituzione, non è una entità amministrabile, è un obiettivo da raggiungere (speriamo).

sbrigati

Gio, 02/04/2015 - 08:01

Ora ci aspettiamo una levata di scudi generale ( cioè della sinistra) che sempre pronta a difendere la libertà di stampa, non vuole che si possa imbavagliare la libera informazione. O mi sbaglio?

giovanni PERINCIOLO

Gio, 02/04/2015 - 08:30

"Pubblicazione arbitraria di intercettazioni". Come al solito i cattivi sono altri, mai i signori della casta! La pubblicazione "arbitraria", fino a prova contraria, é figlia delle lacune dell'autorità giudiziaria quando non decisamente voluta da qualcuno per fini non esattamente legati alla giustizia! Quindi benvenuto il reato di "pubblicazione arbitraria" ma a condizione che a monte anche l'inserimento del testo integrale delle intercettazioni sia considerato reato e non solo un formale "divieto"! Questo sempreché il postulto che la "giustizia é uguale per tutti" sia sempre di attualità.

elgar

Gio, 02/04/2015 - 11:50

Ma la pubblicazione è già arbitraria perchè c'è il segreto istruttorio. Chi lo ha fatto sapeva che era una violazione ma lo ha fatto lo stesso sicuro della propria impunità. Perchè c'era da sputtanare l'avversario politico.E quindi si chiudeva un occhio. Eh già. Ora, sol perchè fa comodo, si parla di pubblicazione arbitraria. Dove sono i paladini delle intercettazioni? E dell'"informazione"? Non pervenuti. Ora lorsignori tacciono su quello che fino a ieri si stracciavano le vesti. Alla faccia della coerenza.