Intesa Sanpaolo: «Il sistema è solido»

L'ad Messina: «Non esiste un attacco contro l'Italia C'è stata molta confusione»

Camilla ContiL'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha approfittato della presentazione dei conti 2015 per lanciare un appello quasi stizzito a non rimanere ostaggio della paura per l'andamento dei titoli bancari in Borsa. Secondo Messina l'onda delle sofferenze nasce «da una cattiva comunicazione», chi ha parlato di dati lordi e non netti «ha detto delle clamorose fesserie», il fenomeno dei crediti problematici è stato «sopravalutato» e «per assorbire questa negatività ci vorrà ancora un po'» ma il sistema «è solido», non c'è alcun «attacco speculativo contro l'Italia», e «se spieghiamo bene che la crescita c'è e che il governo sta agendo bene con le riforme, la situazione tornerà alla normalità». Messina parla dal pulpito della banca più forte del sistema creditizio italiano che anche nel 2015 ha reso felici gli azionisti con 2,4 miliardi di dividendi e la promessa di 3 miliardi nel 2016 grazie a un utile di 2,74 miliardi (oltre il doppio rispetto agli 1,25 miliardi del 2014). Sul risultato ha peraltro pesato il contributo al fondo di risoluzione per il salvataggio delle quattro banche del centro Italia senza il quale l'istituto avrebbe ottenuto un utile netto di 2,99 miliardi, ai massimi dal 2007. I proventi operativi netti sono invece saliti dell'1,9% a 17,15 miliardi. Sempre sul fronte dei conti del gruppo, l'ad ha confermato come priorità strategiche la solidità e la remunerazione degli azionisti con dividendi sostenibili. «Abbiamo una profittabilità tale da riuscire ad assorbire l'impatto di eventi inattesi e allo stesso tempo mantenere gli obiettivi dei dividendi», ha spiegato il manager definendo la banca «una macchina da risultati» e «una delle più forti in Europa» con un eccesso di capitale di 10 miliardi. Dal lato della qualità del credito, gli accantonamenti con rettifiche sono scesi del 27,6% a 3,3 miliardi (il valore più basso dal 2010) con un livello di copertura dei crediti deteriorati che sale al 47,6% dal 47% di fine 2014. Anche per questo l'istituto sta studiando il piano del governo per accelerare la dismissione delle sofferenze bancarie ma non ha fretta, vuole infatti aspettare che si compia la ripresa del mercato immobiliare. Il sistema studiato dal Tesoro, secondo Messina, «è parte di una soluzione, che ha però bisogno di altro per essere completa: il governo deve fare rapidamente un altro passo per accelerare i tempi di recupero dei crediti non performanti». Infine, una stoccata alle Poste Italiane che in un momento di incertezza dei risparmiatori legato all'entrata in vigore del bail-in, ha citato la garanzia dello Stato in una campagna pubblicitaria: «Francamente credo sia una cosa che in pochi Paesi possa accadere». E per quanto riguarda Intesa, «non abbiamo in nessun modo sollecitato i clienti delle altre banche a venire da noi», ha aggiunto l'ad. Intanto, a Piazza Affari il titolo ha chiuso ieri in calo del 3,87% dopo una prima reazione euforica, con un rialzo fino ad oltre il 4%. «Personalmente non guardo da dieci giorni l'andamento. Quando vedo variazioni ingiustificate spengo i monitor e mi concentro sui fondamentali», ha specificato Carlo Messina.