Io, bracciante per un giorno scartato perché italiano

I caporali nel triangolo agricolo del Sud: "Assumiamo solo stranieri, voi create problemi e volete il contratto"

«Il lavoro per gli italiani c'è» è una delle frasi più abusate da un po' di anni a questa parte. In genere si parla di lavori manuali presso cantieri, botteghe, ma soprattutto nelle campagne, nell'immaginario luoghi disdegnati dalle nuove generazioni di italiani. Sono i cliché che si annidano e resistono nonostante le depressive percentuali sull'occupazione (il 12% totale e il 40% tra i giovani), di fronte alle quali non dovrebbe esserci stereotipo che tenga.

Nel cuore del Paese, tra le province di Napoli, Isernia e Frosinone ci sono alcune delle aree più fertili del Paese. Alcuni lo chiamano triangolo agricolo, per la vocazione storicamente contadina della zona e per la geometria che creano le linee immaginarie unendo le tre città, quasi in risposta al più famoso triangolo industriale settentrionale di novecentesca memoria.

Qui tra l'inizio della primavera e la fine dell'estate c'è molta terra da lavorare. Ogni stagione di raccolta coinvolge migliaia di persone e centinaia di famiglie. A volte l'annata va male o arrivano meno commesse, e allora un'intera economia locale rischia di collassare. Siamo per larga parte ancora un Paese contadino, e troppo spesso ce ne dimentichiamo. Il «triangolo» sembra essere l'habitat ideale per capire lo stato di salute di un intero settore. Come giovane italiano senza lavoro, in partenza di prima mattina, l'idea è quella di cercare un posto come operaio agricolo con un regolare contratto e, di conseguenza, un salario orario che vada oltre le dita di una mano. Perché per definirsi lavoro ci sono precisi requisiti immutabili di cui tener conto, altrimenti si chiama sfruttamento.

Ad Isernia, in Molise, ci sono diverse coltivazioni per la raccolta delle mele. Quasi per caso mi ritrovo nell'ufficio/roulotte di un caporale romeno. Appena mi vede prova a cacciarmi, ha riconosciuto che sono italiano, come fosse un peccato mortale. Nemmeno mi fa parlare, ma riesco a strappargli alcune parole in un italiano maccheronico: «Assumo solo romeni come me, li conosco e sono bravi ragazzi, mi fido. Al massimo indiani, hanno bisogno e non danno fastidio a nessuno. Voi via!». Seguo il suo consiglio, vado via, sentendomi un po' vittima di quel grande paradosso chiamato Italia in cui un caporale straniero può parlare di assunzione quando invece assolda nella completa illegalità. Ecco, pure l'etimologia del termine «assunzione» ha cambiato natura.

Nelle vastissime campagne della provincia di Napoli non c'è solo Terra dei Fuochi, ma ancora tanta terra sana da cui nascono molti dei prodotti che finiscono nelle nostre bocche. Qui incontro un agricoltore italiano proprietario di un'azienda per la raccolta di pomodoro e tabacco (la Campania ne è piena) durante i mesi estivi. Chiedo un contratto stagionale o di qualche mese, mostro il curriculum, ma non c'è verso. «Sei italiano e vuoi un contratto, non mi servi». La paga è di 20 euro a giornata per 12 ore, dall'alba al tramonto, ovviamente in nero. Insistendo e appellandomi alla sua compassione, continua: «Se anche ti andasse bene lavorare a nero non ti prenderei comunque. Ho avuto degli italiani che poi mi hanno creato problemi, chiedevano sempre di essere regolarizzati, di lavorare di meno, si lamentavano, qualcuno mi ha fatto causa. Non ne voglio più sapere». Razzismo al contrario, direbbe qualcuno. La verità è che ormai si fa di tutto per abbassare i costi di manodopera, specie in uno dei settori meno controllati dallo Stato.

A Frosinone, nel cuore del basso Lazio, si avvicina inesorabile il periodo di vendemmia. Qui conosco un uomo italiano di 49 anni, da tre mesi arranca tra le campagne della zona. Faceva il contabile in un'azienda di elettrodomestici, è stato licenziato lo scorso gennaio ed è diventano bracciante agricolo a giornata. Oggi ha il viso più vecchio di quanto dovrebbe, gli occhi spenti e la fronte sudata. «Avevo uno dei lavori più sicuri della mia azienda - mi dice Giuseppe - ma l'impennata verso il basso della produzione nel settore dell'elettrodomestico ha messo in crisi lo stabilimento. Nel giro di un mese sono passato dalla sicurezza di un posto al licenziamento». Giuseppe mi indirizza dal «capo» per chiedere lavoro. «Non ci sono problemi - risponde il padrone - ma ti avverto, è tutto a nero. Faccio un solo contratto all'anno per non avere rogne, e se lo prende il primo che arriva. Per gli altri sono 25 euro a giornata. Ma se parli troppo o mi disturbi con pretese te ne vai a calci e prendo un extracomunitario che fa tutto zitto». Evito il rischio di ricevere pedate e declino, ripensando che c'è ancora qualcuno che dice che in Italia il lavoro basta cercarselo.

Commenti
Ritratto di mircea69

mircea69

Gio, 13/07/2017 - 08:33

Lavoracci che neanche i clandestini vogliono fare. Sono in tanti che preferiscono chiedere le monete davanti ai supermercati piuttosto di farsi sfruttare da questa gentaglia. Controlli manco a parlarne, in agricoltura e in edilizia è tutto permesso vero?

gneo58

Gio, 13/07/2017 - 08:39

negri clandestini - i nuovi schiavi - lo strano e' che chi li dovrebbe difendere invece........La cricca degli scafisti a roma continua imperterrita. Meditate gente meditate.

Magicoilgiornale

Gio, 13/07/2017 - 08:45

Oramai

Gianca59

Gio, 13/07/2017 - 09:16

Finalmente qualcuno che verifica, che fa un' inchiesta senza starsene seduto alla scrivania a consultare internet....e che conferma quello che pensavo: gli stranieri sono cari e sono belli perchè accettano di lavorare in nero, senza nessuna tutela ! Ed è questo che piace ai nostri pseudo imprenditori che poi dicono che senza stranieri l' economia sarebbe al palo ! E questo giretto nelle campagne dovrebbe farselo quel bel tomo di Gassmann !

Martinico

Gio, 13/07/2017 - 09:17

L'Italiano non è più a casa sua.

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Gio, 13/07/2017 - 09:29

Già il fatto che si faccia tutto alla luce del (caldissimo) sole è un'anomalia, perché basterebbe effettuare dei controlli semplicissimi e non ci sarebbe il fenomeno dello sfruttamento e quindi della disoccupazione di Italiani che magari sono disposti a fare quel lavoro ma in maniera regolare.

Ritratto di mbferno

mbferno

Gio, 13/07/2017 - 09:57

A pedate andrebbero presi tutti questi pseudo imprenditori, alias sfruttatori con la faccia da filantropi, che se la spassano sulla pelle di chi ha, suo malgrado, bisogno di lavorare. E dopo le pedate qualche sano annetto in galera e sequestro di tutti i beni. In alternativa alla galera,lavori socialmente utili sui campi dall'alba al tramonto (nemmeno in nero ma aggratis) tanto per provare l'effetto che fa. Inutile sperare nei sindacati,ovvio.

oldstyle

Gio, 13/07/2017 - 10:09

Tutto questo non avviene per caso. La tratta dei neri è un progetto preciso, è lo step 2 di un progetto ben preciso messo in piedi dalle grosse aziende multinazionali per abbassare il costo del lavoro, dopo lo step 1 che ha fatto esplodere la produzione delocalizzata senza dazi o limiti. In questo modo si da un colpo di spugna fantastico a tutte le conquiste della classe lavoratrice in ambito di ferie pagate, salari decenti, infortuni, etc. Per adesso è limitato all'agricoltura. Se voi avete un campo di pomodori, a chi lo fate lavorare? Ad un italiano che pretende contratto e ferie pagate, o ad un keniano che si accontenta di 400 € che spedite in Africa faranno campare dignitosamente una famiglia intera? Quando l'Europa sarà bella satura di poveracci che si accontentano di meno, sarà il momento di altri lavori, più o meno specializzati. Svegliamoci, è in pericolo il futuro dei ns. figli. dobbiamo ribellarci a tutto questo. A costo di passare alle maniere forti.

Altoviti

Gio, 13/07/2017 - 10:20

Mussolini era riuscito ad abolire il caporalato, ovviamente colla sinistra progressista quel grande progresso sociale del caporalato è ritornato alla grande. Ci vuole l'ergastolo per questi reati!

Altoviti

Gio, 13/07/2017 - 10:20

Mussolini era riuscito ad abolire il caporalato, ovviamente colla sinistra progressista quel grande progresso sociale del caporalato è ritornato alla grande. Ci vuole l'ergastolo per questi reati!

RexMastrin

Gio, 13/07/2017 - 10:40

Tutto questo mi sembra ovvio altrimenti a che cosa servirebbero le migliaia di africani che quotidianamente vengono traghettati in italia. prima o poi dovranno anche loro lavorare (in nero) quando non saranno più mantenuti dopo i due anni di prassi per le pratiche amministrative ?

Ritratto di gianky53

gianky53

Gio, 13/07/2017 - 10:48

Avviene da anni che gli italiani vengano esclusi perfino nelle poche fabbriche rimaste aperte. Una discriminazione che è impossibile accettare, una somma ingiustizia. L'invasione avanza a tappe forzate.

patrenius

Gio, 13/07/2017 - 10:55

Si capisce: gli italiani ormai non sono integrati.

cabass

Gio, 13/07/2017 - 10:59

A chi dice che non siamo padroni in casa nostra, chiedo: ma voi sareste davvero interessati a lavorare come braccianti???...

Garombo

Gio, 13/07/2017 - 11:02

Quiesta immigrazione è da decenni oro colato per i padroni, non si tratta di destra o di sinistra perchè entrambe le amministrazioni ci hanno mangiato, il problema è la rapacità cieca e bietta del capitalismo italiano, che sfrutta questi disgraziati ingrassando le proprie tasche (e il divario economico che si è allargato tra i più ricchi e i più poveri ne è la prova) e facendo un danno per le classi medie e basse italiane.

Ritratto di Sampras

Sampras

Gio, 13/07/2017 - 11:24

E' la domanda che fa l'offerta, animali. Vi piacciono i pomodorini a 1eur al kg, uva e lattuga a 50cent, a voi e alle vostre mogliettine? Pagate la frutta a 7 eur/kg e tutti i braccianti avranno il contratto. Altrimenti zitti e muti.

Una-mattina-mi-...

Gio, 13/07/2017 - 11:26

QUALCUNO HA DA DIRE QUALCOSA SUL RAZZISMO CONTRO GLI ITALIANI?

Giorgio Colomba

Gio, 13/07/2017 - 11:27

E' la stessa GdF che elevò una multa di 516 euro a quel salumiere per aver regalato un panino ad un disabile senza emettere scontrino?

AndyFay

Gio, 13/07/2017 - 11:28

Il lavoro nei campi e' durissimo ma non puo' essere pagato con il costo del lavoro di un operaio regolare. Il costo del lavoro e' tra i più alti in Italia grazie alle tasse che lo stato ci mette. Il governo dovrebbe lavorare su questo riducendo le tasse su certi lavori. Purtroppo manca la volontà.

Alessio2012

Gio, 13/07/2017 - 11:30

È assurdo che i terreni che appartengono agli italiani vengano usati per far guadagnare gli stranieri!

Ritratto di elkid

elkid

Gio, 13/07/2017 - 11:36

------non è che possiamo pretendere che chi deve controllare passi le giornate a girare tra i campi in modalità random---sarebbe utile che gli italiani ai quali viene negato un contratto regolare --non si mettano a mandare lettere ai giornali---ma trovassero un pò di coraggio e senza farsela addosso andare a denunciare nelle sedi competenti----nella mia zona --oltre a registrare un fantastico ritorno alla vita dei campi di giovani imprenditori italiani --si assiste anche a ragazzi avveduti che conoscono i propri diritti e coraggiosamente denunciano --debellando la piaga del lavoro nero--

Abit

Gio, 13/07/2017 - 11:42

Per Mircea69! Lavoracci o no in Africa -soprattutto- bisognerebbe metterci il naso per capire come funziona laggiù. Io c vivo da più di 45 anni e ne so certamente di più di coloro che sbraitano, certe ONG comprese. Certo, chiedere l'elemosina è molto più facile e "secure", ma anche quello è una forma di "sfruttamento" (cioè si appoggiano involontariamente i "nullafacenti". Controlli ? Si è vero : né qui, ma neppure là.

Abit

Gio, 13/07/2017 - 11:51

Per RexMastrin. Si dovrebbe coraggiosamente chiudere porti italiani) e lasciare che mafiosi ed ONG conniventi, sbarchino poveracci altrove. Dom Mintoff, primo ministro maltese, una trentina di anni fa, fece sparare salve di cannoni (dopo le salve ci sono proiettili veri...) su una nave che voleva attraccare con albanesi a bordo; la nave poi sbarco i poveracci a Bari che furono "ospitati" nello stadio. Apriti cielo le critiche che piovvero. Alcuni albanesi sbarcarono armati di AK4 e Tokarev. I politici non vedono nulla ed il problema resta sulle spalle nostre.

Ritratto di karmine56

karmine56

Gio, 13/07/2017 - 12:43

Sono ricordi lontani quando i braccianti occupavano le aziende con delle bandiere rosse...adesso invece le bandiere(rosse?) sono in parlamento e se ne fottono dei braccianti.

Alex1970

Gio, 13/07/2017 - 13:21

@Sampras: hai centrato la questione. Aggiungi anche che molti dei beoti che qui si stracciano le vesti hanno badanti o colf rigorosamente in nero...

ziobeppe1951

Gio, 13/07/2017 - 13:24

elkid...11.36.... manca il ganja finale ...forse perché non vuoi far sapere ( come assessore e vicesindaco) a quei quattro polli che ti hanno votato che sei uno splendido splendente

Ritratto di elkid

elkid

Gio, 13/07/2017 - 13:45

---zio----tiravo mentre scrivevo---e la nuvola di fumo mi ha impedito di vedere come avevo concluso il mio intervento---io vado in riunione tu torna dalla tua zappetta---swag ganja

Ritratto di bandog

bandog

Gio, 13/07/2017 - 14:04

Un'ultima domanda: "La gloriosa gdf cosa fa???Troppo impegnata,come sempre, a vessare i piccoli e piccolissimi artigiani,commercianti,professionisti?????????

Ritratto di stufo

stufo

Gio, 13/07/2017 - 14:40

@oldstyle, condivido.

Pietro2009

Gio, 13/07/2017 - 15:24

La questione è che un uomo, qualunque uomo, non è una merce e il suo lavoro va pagato secondo quando prescritto dalle leggi e ha diritto a tutti i diritti che le leggi prevedono assolvendo tutti i doveri che come lavoratore e cittadino le leggi prevedono. La cittadinanza aiuterebbe almeno a mitigare questi fenomeni. I Mussolini, i Di Vittorio, l'attuale governo che hanno fatto leggi o lottato contro il capolarato a poco servono se non ci sono denunce, ispezioni di chi subisce o dovrebbe controllare. Le rivolte dei decenni passati sostenute dai sindacati servirono a qualcosa. Ben vengano le rivolte meglio sarebbero le ispezioni delle forze dell'ordine. Ricordo il caso dei Piani della Ginestra, di Rosarno di casi in cui gli sfruttatori sono stati arrestati e della bella denuncia sull'Espresso di Maurizio Gatti. "Cittadinanza Mondiale Umana". Salve

Ritratto di mbferno

mbferno

Gio, 13/07/2017 - 16:21

@Alex1970....Il problema non è tanto (o solo veda lei) il lavoro in nero,il problema è che il bracciante ,a fronte del lavoro massacrante che fa,percepisce l'incredibile cifra di 2 EURO l'ora,mentre la badante ne percepisce 4 volte tanto. E certamente svolge un lavoro meno usurante. Il suo paragone,riferito ai beoti con colf, non calza.

tosco1

Gio, 13/07/2017 - 16:25

A me pare che le ONG abbiano dichiarato guerra al nostro paese imbelle,aiutate dalle forze militari italiane, e le conseguenze non possono essere che queste. Io sono fra quelli che, senza tanto sforzo mentale, ho chiaro l'andazzo programmato delle cose.C'e' ancora margine per ribaltare tutta questa ciurmaglia che ci governa contro gli interessi del popolo.Svenduta la dignita', le certezze,le aspettative sociali di un intero popolo, fino al futuro dei nostri nipoti.Tutto ormai demolito!.Pero', se saremo in tanti, entro poco , potremmo tornare ad essere un paese decente.E chi ha sbagliato, dovra' pagare.

mariod6

Gio, 13/07/2017 - 23:05

Capite adesso perché la Boldrini e soci comunisti vogliono più migranti ?? Siamo arrivati ai caporali romeni !!! E sopra di loro ci stanno i capibastone locali; i sindacati, gli uffici del lavoro, le assicurazioni, i vari ministeri si sono tutti voltati dall'altra parte e, ovviamente, incassano.