Irak: anche l'Isis ha usato il gas a Mosul Aleppo, kamikaze sui bus degli sfollati

Un'autobomba fa cento morti tra i civili siriani evacuati dai villaggi

Lo Stato islamico ha usato i gas a Mosul contro le truppe irachene e un kamikaze si è fatto esplodere alle porte di Aleppo in mezzo agli sfollati sciiti provocando una strage di civili. Il terrorismo jihadista non si fa scrupoli, ma la notizia sembra fare meno rumore degli attacchi chimici imputati a Damasco.

Un ufficiale iracheno rivela, in cambio dell'anonimato, che venerdì notte le bandiere nere hanno lanciato un razzo con il cloro contro le postazioni governative nel sobborgo di Al Abar vicino a Mosul. Sette militari con problemi respiratori sono stati ricoverati nell'ospedale da campo più vicino. A Mosul ovest continua l'offensiva per liberare del tutto la «capitale» del Califfato in Iraq. Non è la prima volta che lo Stato islamico utilizza armi chimiche, ma le notizie a riguardo vengono stranamente silenziate. Un medico volontario italiano che non vuole essere citato, ma opera a ridosso di Mosul, conferma al Giornale: «Ho ricevuto informazioni dettagliate sul ricovero di una decina di pazienti in due ospedali da campo. Uno di questi ha le docce per la decontaminazione e i colleghi hanno citato sintomi non letali di cloro». Questi pazienti sono stati ricoverati nelle settimane precedenti all'ultimo attacco. «All'ospedale da campo della Croce Rossa sono stati accolti altri pazienti con sintomi riconducibili all'inalazione di cloro e da contatto con mostarda azotata» rivela il medico italiano. Il gas mostarda e il cloro sono gli agenti chimici più utilizzati dai miliziani jihadisti. Il 29 gennaio i corpi speciali iracheni avevano scoperto a Mosul est un deposito di missili terra-terra di fabbricazione russa utilizzati per caricare il gas mostarda, lo stesso della prima guerra mondiale. Secondo un rapporto dell'IHS conflict monitor, servizio indipendente di analisi e intelligence con sede a Londra, lo Stato islamico ha compiuto 52 attacchi chimici in Siria e Iraq dal 2014. Almeno 19 sono stati lanciati attorno a Mosul.

Dalla prima linea a Mosul è giunta ieri la notizia che un attacco mirato con un missile avvenuto la scorsa settimana ha ucciso Gulmurod Khalimov, il «ministro della guerra» dello Stato islamico incaricato di tenere la città a tutti i costi. Ex colonnello tagiko, era stato addestrato dai corpi speciali americani prima di arruolarsi nel Califfato con una taglia di 3 milioni di dollari sulla testa.

Sul fronte siriano si è consumata l'ennesima strage di civili. Governo e ribelli avevano concordato di lasciare passare i rispettivi sfollati da alcune zone assediate con la garanzia di Iran, Turchia e Qatar. Un'ottantina di autobus con 5mila sciiti evacuati dai villaggi Kefraya e Al Foua, circondati dai ribelli, stavano transitando verso Aleppo controllata dai governativi. Ad Al Rashidin, località in mano ai ribelli alla periferia ovest della città, il convoglio è stato attaccato da un kamikaze che ha provocato un centinaio di morti. Per gli estremisti legati alle bandiere nere o alla costola di Al Qaida in Siria pure le intese per salvare i civili non valgono nulla. FBil