Isis, inno horror in italiano: ora minacciano di sgozzarci

Il Califfato torna a intimidire Roma con un video sottotitolato: «Più mi combatterai e più soffrirai». L'intelligence in allarme

Cari italiani, preferite dimenticare la minaccia dell'Isis e concentrarvi sul vostro particulare , il campionato di calcio, le vacanze e l'amore della vostra vita? Dopo il manuale del perfetto jihadista dedicato ai musulmani d'Italia, arriva anche il videoclip dell'orrore, composto per richiamarvi alla sgradevole realtà, per farvi paura e magari per indurvi a credere che prima o poi non sfuggirete alla vendetta di Allah.

Uccisioni brutali con sottofondo di musica arabeggiante, immagini ben montate di scene belliche a rendere più impressionanti i proclami bellicosi diretti ai potenziali nuovi arruolati ma anche a quanti, nell'infedele Europa, devono imparare a temere gli adepti del «califfo» Abu Bakr al-Baghdadi. E fra questi, naturalmente, ci siamo noi italiani: per questo i testi arabi degli inni dell'Isis intonati nell'ultimo video sono sottotitolati in italiano.

Wikilao , portale specializzato nei temi della sicurezza e della geopolitica, ha trovato sul web un altro inquietante prodotto del «Centro Ajnad», produttore mediatico che mette in circolazione con la qualità tecnica cui ormai siamo abituati videomessaggi di propaganda ad alto contenuto di ferocia e retorica guerresca. Il videoclip abbina efficacemente scene di scannamenti a canti di battaglia che dovrebbero stimolare nuovi volontari ad arruolarsi per la guerra santa.

«Presto... presto rimarrete sorpresi, come un fulmine a ciel sereno vedrete le battaglie sorgere sulle vostre terre» è l'incipit dell'inno. Seguono altre frasi che dovrebbero mettere a disagio certi nostri politici e intellettuali che confidano nella forza del dialogo anche con questi professionisti della brutalità: «Mi hai dichiarato guerra con l'alleanza della miscredenza, ora goditi la mia punizione»; «più a lungo persisterai a combattere, più soffrirai»; «da te verremo con scempio e morte». E se non bastasse, ecco il gran finale scritto con una penna ispirata al grand guignol : «Noi di sangue le ampie strade ricopriamo grazie ai coltelli affilati che tranciano le gole ai cani in raduno quando si ammassano! Affidiamo ai coltelli il compito di sventrare e sgozzare: che magnifico farlo attraverso un coltello assetato di vendetta!».

L'italiano è un po' avventuroso, ma il messaggio è inequivocabile: vogliamo che abbiate paura di noi. Certamente le minacce vengono prese sul serio dalla nostra intelligence e dall'antiterrorismo, che stanno esaminando anche questo materiale affiorato in Rete. Il testo precedente - 64 pagine di propaganda jihadista immesse mesi fa sul web sotto il titolo «Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare» - si rivelò con ragionevole certezza l'opera di un giovane italo-marocchino, che fu arrestato in Piemonte lo scorso 25 marzo.