Isis, l'allarme dell'Europol: «Attacchi con autobombe»

Minaccia per Francia, Germania, Belgio, Gb e Italia Il sistema è lo stesso già utilizzato in Siria e in Irak

A utobombe in Europa e addirittura armi chimiche e biologiche verranno utilizzate nei prossimi attacchi del terrore a casa nostra. «Il modus operandi utilizzato in Siria e Irak, come le macchine minate, potrebbero diventare un metodo di attentato nell'Unione europea» denuncia il nuovo rapporto del centro antiterrorismo dell'Europol.

La minaccia riguarda soprattutto Francia, Belgio, Germania e Regno Unito, ma anche l'Italia. La mattina dopo la strage di Nizza del 14 luglio le prefetture avevano diramato una comunicazione riservata su possibili azioni con «tattiche che prevedono esplosioni multiple di ordigni. Un primo attacco sull'obiettivo e poi un secondo all'arrivo dei soccorsi e l'eventualità di un terzo». Un sistema utilizzato in Medio Oriente con i kamikaze e i mezzi imbottiti di esplosivo.

«Sono sicuro che passeranno alla fase delle macchine minate» ha rivelato Patrick Calvar, il direttore dei servizi segreti interni francesi (Dgsi) riferendosi alla minaccia terroristica in Europa. Lo ha dichiarato in un'audizione del 24 maggio al parlamento francese secretata per mesi. Nel rapporto Europol si rivela che i terroristi responsabili degli attacchi di Parigi e Bruxelles «avevano pianificato di confezionare esplosivi per imbottire delle auto e farle detonare in Francia».

La minaccia è solo rimandata e potrebbe riguardare anche «rapimenti» sul suolo europeo ed essere ancora peggiore. «Ci sono prove che l'Isis ha dimostrato interesse all'utilizzo di armi chimiche o biologiche» si legge nel punto 6 del rapporto Europol. Lo Stato islamico ha utilizzato più volte il gas mostarda in Siria ed è in grado di produrlo secondo l'antiterrorismo europeo. Dalla Libia, nonostante l'imminente capitolazione della roccaforte delle bandiere nere a Sirte, potrebbero venire organizzati gli attacchi in Europa grazie «a spazi illimitati e non controllati del Paese» oltre «a vasti arsenali». Alcuni terroristi «senza ombra di dubbio sono entrati nell'Unione europea camuffandosi da rifugiati» ammette il rapporto. E sottolinea «le infiltrazioni nei campi profughi o tra gruppi di rifugiati e migranti». Le autorità tedesche hanno «registrato, dall'aprile 2016, trecento tentativi jihadisti di reclutamento fra i rifugiati, che stavano tentando di entrare in Europa». Nei paesi dell'Unione sarebbero già decine, se non centinaia, i lupi solitari oppure i combattenti di ritorno della guerra santa potenzialmente pronti a colpire. Gli attentati sono in aumento dai 4 del 2014 ai 17 dello scorso anno e gli arresti per terrorismo nella Ue risultano raddoppiati con 667 persone finite in manette.

L'incubo peggiore è venuto alla luce con un cellula sgominata in Marocco il 18 febbraio. L'antiterrorismo ha sequestrato tre contenitori di tossine per produrre un'arma biologica contro obiettivi occidentali capace di paralizzare e distruggere il sistema nervoso provocando una strage.