Israele non è un ponte verso Hamas

di Fiamma Nirenstein

Tutti hanno diritto di visitare Gaza, ma non si può chiedere a Israele di prendersi la responsabilità di introdurvi una delegazione parlamentare italiana: Gaza è dominata da Hamas, un'organizzazione terrorista molto attiva contro cittadini, donne, bambini israeliani; che domina con prepotenza islamista; che per prendere il potere compì una strage di palestinesi; che ha organizzato e rivendicato migliaia di attacchi terroristici e di rapimenti; che perseguita i cristiani; sotto il cui dominio è stato anche ucciso il giovane Vittorio Arrigoni; che è dotato di uno statuto in cui si promette lo sterminio di tutti gli ebrei. A Cinque Stelle non importa? Vuole portare i sentimenti della sua simpatia perché pensa che due Stati per due popoli sia una formula cui aderirebbero volentieri? Prego, ma è del tutto evidente che la sua insistente richiesta è una provocazione fatta a Israele per dimostrargli la sua antipatia così da compiacere un pubblico che segue sulla sua democraticissima «Rete». I consueti commenti su Israele, inaugurati da Grillo stesso, sono collezioni di un sacco di balle. Soprattutto ci si richiama a principi mal conosciuti, forse mai letti, vani come i comunicati della delegazione che dicono che Israele gli ha dato «un cattivo segno». La cosa risulta vuotamente, frivolmente minacciosa, una specie di ruggito del topo di fronte ai grandi problemi del Medio Oriente. M5S ignora che Hamas punta alla delegittimazione di Israele, che vorrebbe vederlo sparire? Avendo già sgomberato Gaza per averne in cambio gli attacchi quotidiani dei missili di Hamas, Israele ha ben diritto di difendere la sua popolazione. Ma nessuno si angoscerà troppo per l'ignoranza di questi Uomini Nuovi sul conflitto mediorientale. Perché comunque se si vogliono trovare segnali della loro grande esperienza in politica internazionale, si frequentino le loro frequenti espressioni di entusiasmo per l'Iran degli Ayatollah.