Istruttrice subacquea veronese trovata morta Era in vacanza in Messico da dieci giorni

Anna Ruzzenenti, 27 anni, era partita il 13 dicembre per un periodo di riposo La Farnesina sta seguendo il caso con il consolato: mistero attorno alle cause

Tiziana Paolocci

Di viaggi ne aveva fatti tanti, tantissimi. Sempre inseguendo la sua passione, il mare.

Ma l'ultima meta le è stata fatale. Anna Ruzzenenti, di 27 anni, è stata trovata senza vita a Playa del Carmen, in Messico. La morte della giovane una «Ssi Dive Instructor, istruttrice subacquea della Scuba School International, originaria di Bardolino, è avvenuta in condizioni ancora oscure.

La ragazza era partita il 13 dicembre scorso per una vacanza che avrebbe dovuto toccare diversi paesi del centro America.

Sulla sua pagina Facebook aveva postato una foto, l'ultima, in cui appare felice e sorridente, accanto al papà Sergio, mentre si fa un selfie in aeroporto, già in fila per fare il check in e con l'immancabile zaino sulle spalle, che l'aveva accompagnata in tante altre avventure.

Madagascar, Indonesia, Bali, Nuova Zelanda erano paesi dove Anna era stata e forse sarebbe tornata ancora se il destino non l'avesse bloccata per sempre. Ma ora bisognerà capire cosa l'abbia fermata.

Non si sa cosa sia successo, perché la ventisettenne sia morta, se si è trattato di un malore o di un incidente, in quella che doveva essere «solo» una vacanza come tutte le altre. La notizia è arrivata a Bardolino venerdì e ha gettato nella disperazione i genitori, il fratello di Anna e i parenti di Cavaion. Sarà l'autopsia, già disposta dalle autorità locali, a cercare di chiarire le cause del decesso, mentre le autorità locali stanno ascoltando tutte le persone che in qualche modo hanno visto o sentito la ragazza negli ultimi giorni.

L'ambasciata italiana a Città del Messico, in coordinamento con la Farnesina, segue il caso da vicino e già nelle prossime ore riuscirà a dare qualche risposta in più alla famiglia della vittima, che nel frattempo ha raggiunto Playa del Carmen.

«Grazie a chi ha creduto in me fin dal principio in particolare Claudia Marco e Angi», aveva scritto da Labuanbajo, in Indonesia, elencando tutti gli istruttori che l'avevano accompagnata nel suo sogno di diventare Divemaster. I pesci erano la sua passione e avrebbe continuati a immergersi ancora e ancora. «Dopo l'istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima», aveva scritto recentemente, citando Jacques Cousteau. Dopo l'autopsia la sua famiglia avrà il permesso di riportarla in Italia per ricevere l'ultimo saluto dai suoi amici e dai suoi cari.