Italia-Germania Quando la banca si trasforma in galleria d'arte

Palazzi storici, già sedi bancarie, trasformati in sedi espositive: le Gallerie di piazza Scala a Milano, insieme alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli e alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, formano le Gallerie d'Italia, il polo museale e culturale di Intesa Sanpaolo. Accolgono mostre, come quella in corso a Milano su Canaletto e Bellotto, e anche la corposa collezione d'arte del gruppo. Le collezioni permanenti offrono spunti e occasioni per un'intensa attività didattica con i bambini e i ragazzi e per interessanti progetti di fruizione museale all'insegna della «cultura per tutti», con particolare attenzione all'accessibilità delle famiglie e delle persone disabili.

Ne parliamo con Michele Coppola, responsabile attività culturali di Intesa Sanpaolo.

Dottor Coppola, siete appena stati premiati, ex aequo con Deutsche Bank, nella categoria «miglior collezione corporate» ai Corporate Art Awards, il concorso lanciato dal MiBact cui hanno partecipato ben ottanta aziende di oltre ventidue nazioni.

«Siamo orgogliosi di lavorare in un'azienda come Intesa Sanpaolo che si adopera per valorizzare la sua collezione. Questo impegno non nasce da una scelta recente o dalla moda del momento, ma fa parte del Dna e della storia della nostra banca. L'auspicio è che anche altre realtà italiane, che hanno ereditato o costituito grazie a imprenditori illuminati le loro collezioni d'azienda, si occupino anche della loro cura e tutela».

Dopo la grande mostra su Hayez e quella sul progetto «Restituzioni», com'è nata l'idea dell'approfondimento sul vedutismo veneto nella sede di Milano?

«La pittura italiana del Settecento ha una potenza straordinaria e la mostra ha il merito di evidenziare aspetti inediti della personalità e dell'arte di Bellotto, che non fu meno valente del più celebre zio Canaletto. I prestiti importanti, letteralmente da tre continenti, danno un taglio internazionale a un progetto che resta comunque, come la nostra banca, ben radicato sul territorio».

A proposito di territorio, che cosa ci può anticipare dei progetti culturali 2017 nella sede di piazza Scala?

«Per ora non posso anticipare molto, ma posso dire che proseguirà la collaborazione con importanti istituzioni culturali e musei meneghini».

FAm