Italia «malata» di concorsone: in 12mila per fare l'infermiere

Candidati da tutto il Paese, Genova in tilt: «È il nostro viaggio della speranza». Per Bankitalia erano 85mila

Nino Materi

Due anni fa il Giornale salì a bordo del pullman «Concorsone Travel» per viaggiare insieme ai 3500 aspiranti infermieri provenienti dal Sud speranzosi di aggiudicarsi, a Vicenza, la selezione per 1 (uno!) posto di «assistente sanitario». Il servizio trasporti «Concorsone Travel» esiste davvero: porta a destinazione (andata e ritorno in giornata, biglietto 60 euro) i forzati dei test da Mondovì a Canicattì. Analoghe iniziative imprenditoriali, dai nomi pittoreschi come «Route 6...disoccupato!» e «Falce e forchetta », sono nate anche in altre regioni e vengono pubblicizzate con successo su Facebook.

Ieri i torpedoni della speranza hanno «concorso» a mandare in tilt Genova, dove si sono riversati 12mila candidati per il concorso da 200 posti (sempre meglio di 1) da infermiere. Non si trattava del concorso vero e proprio, ma della pre-selezione (che fa seguito a una ante-pre-selezione?) svoltasi all'interno dell'area Fiera. Si tratta di una prima prova per scremare di un terzo le candidature e composta da un quiz di 45 domande tra logica e cultura generale da svolgere in 45 minuti. Le prove hanno preso il via intorno alle 9 per prolungarsi per tutta la mattinata, «facendo registrare - precisa la polizia municipale - anche forte traffico sulla zona del centro città, con la sopraelevata bloccata in direzione Fiera». I posti disponibili saranno divisi in cento a Genova e cento in Liguria.

«Tanti disagi per tutti causati da una pessima organizzazione», il commento del gruppo Pd in Regione Liguria che ha chiesto all'assessore alla Sanità di riferire in Consiglio «per il caos riscontrato».

«Si sono presentati 12mila e il grande afflusso di auto ha bloccato la circolazione - spiegano dal Pd - tanto che alle 11 di mattina molti partecipanti alla selezione dovevano ancora entrare in Fiera. Nulla da dire sulla necessità di queste nuove assunzioni: sono mesi che il Pd le chiede. Ma come fa la Regione Liguria a indire un concorso del genere, così importante e di tale portata, senza occuparsi di tutto ciò che un appuntamento di questo tipo comporta?».

Al Pd non sembra vero di buttarla in caciara politica: «A pagarne le spese non sono solo i cittadini genovesi bloccati per ore nel traffico, ma anche i tanti aspiranti infermieri, il cui unico obiettivo è ottenere un posto di lavoro. L'assessore leghista Sonia Viale (del tramonto?, ndr) riferisca in Consiglio».

Anche tra i candidati che scendono dai bus provenienti dal mezzogiorno è tutto un ribollire di «speranzosa» insofferenza: «Ma vi sembra logico che migliaia di persone debbano sobbarcarsi un viaggio fantozziano di 15 ore per partecipare a un concorso per un pugno di posti disponibili?»; «Ma questi benedetti 12 infermieri la Liguria non può prenderli direttamente dalle liste di collocamento regionale?»; «Quanto costa alle casse dello Stato mettere su una simile baracconata?». Domande, tutt'altro che peregrine, destinate a rimanere senza risposta. Come già accaduto in passato. E come continuerà ad accadere in futuro.

Meno disagi che a Genova si verificheranno - almeno si spera - nella Capitale dove a settembre si svolgerà un altro concorso dal passo elefantiaco, questa volta riservato non ai camici bianchi della sanità, ma ai colletti bianchi della Banca d'Italia. Quasi tremila candidati, precisamente 2824, per ogni posto in palio: è questa infatti la «sproporzionata» proporzione che esce fuori mettendo a confronto le domande arrivate con le disponibilità fissate per il concorso indetto dalla Banca d'Italia per assumere «30 vice assistenti». Le domande, inviate tramite la piattaforma online di via Nazionale, sono state circa 85mila. Troppe per potere permettere a tutti di prendere parte alla prima prova; è scattata quindi - anche qui - la famigerata «pre-selezione per titoli» che ha di fatto alzato il requisito dal diploma alla laurea.

Alla fine gli ammessi allo scritto sono poco più di 8 mila. Insomma solo uno su dieci potrà cimentarsi con il test a risposta multipla. Esame iniziale dopo il quale resteranno in 300. Per entrare nella graduatoria bisognerà poi passare una seconda prova orale. Una strada lastricata di difficoltà, che però vale la pena affrontare: la vittoria assicurerà infatti un elegante posto fisso, griffato Banca d'Italia. Forse non si diventerà ricchi, ma vuoi mettere l'«emozione» di maneggiare tutti i giorni banconote?