Jobs Act, la guerra di cifre fa litigare governo e Cgil

Il governo esulta: boom di contratti nuovi. Camusso sarcastica: propaganda

Roma - Esordio positivo per il primo mese di vita del Jobs Act. Il saldo tra contratti attivati e cessati segna un più 92.299. Non solo. Mentre nello stesso mese dello scorso anno l'incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale era del 17,5 per cento quest'anno è salita al 25,3. Lo stesso ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha diffuso i dati, però invita a valutarli con cautela perché, spiega, «si tratta di contratti di lavoro, non di nuovi posti di lavoro». Comunque è un fatto che il 6 marzo scorso sia entrato in vigore il nuovo contratto a tutele crescenti e che ora queste cifre sembrerebbero aprire uno spiraglio sulla possibilità che si riesca ad invertire una tendenza stagnante sul segno meno per l'occupazione.

Sono stati attivati 641.572 nuovi contratti (nello stesso mese dello scorso anno erano 620.000) e ne sono cessati 549.273. Tra quelli attivati sono 162.498 quelli «più desiderati» ovvero a tempo indeterminato mentre nel 2014 ne erano stati registrati 108.647.Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sono invece in flessione i contratti a tempo determinato, 381.234 contro i 395.000 del 2014. I contratti di apprendistato sono 16.844 e anche questi registrano una flessione rispetto al 2014 quando ne erano stati attivati 21.000. Ancora più evidente la flessione delle collaborazioni dalle 48.491 del 2014 alle 36.460 di quest'anno.

Per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si tratta di cifre «incoraggianti» pur trattandosi di «dati iniziali che vanno presi con cautela». Opposizione e sindacati invece accusano il governo di offrire una lettura parziale e forzata di cifre che al momento non possono ancora dare nessuna indicazione concreta sul vero andamento del mercato del lavoro. «Non so se il ministero prenda questi numeri dal mago o dall'oroscopo - ironizza Matteo Salvini leader del Carroccio - Non vorrei che fossero numeri presunti a discapito di tanti artigiani e commercianti con partita Iva che perdono il lavoro». Dal fronte opposto pure Susanna Camusso, leader Cgil, solleva l'accusa di sparare cifre «da ufficio stampa di propaganda». Il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, Renato Brunetta, si affida ad un tweet per accusare Poletti di «dare numeri di nuovi contratti di lavoro senza specificare metodologia calcolo e salvo smentire trionfalismo poco dopo». Cesare Damiano, Pd, presidente della Commissione Lavoro della Camera, attende il consuntivo dell'Istat sul mercato del lavoro prima di gridare al miracolo. Damiano ritiene siano necessarie correzioni al Jobs Act per farlo funzionare meglio, ad esempio rendendo strutturali gli incentivi. Maurizio Sacconi (Ap), presidente Commissione Lavoro di Palazzo Madama, sottolinea «i limiti della fonte amministrativa rispetto a quella statistica».

Commenti

Duka

Ven, 24/04/2015 - 11:55

E' il governo delle caz..... Non sarebbe più semplice dire esattamente come stanno le cose? Lo sanno anche i sassi, comunque, che oltre la metà sono assunzioni a tempo indeterminato provenienti dal tempo indeterminato e lo sono stati esclusivamente a causa convenienza fiscale. Fra tre anni potranno essere licenziati nuovamente.

Giovanmario

Ven, 24/04/2015 - 15:52

Duka.. è più che sicuro!.. ma non prima che renzino abbia vinto le elezioni del 2018 con la nuova legge elettorale fatta apposta per rieleggere la boschi, la madia, la mogherini, la puglisi, la ascani, la campana (stonata), la rotta, la di giorgi, la giannini.. insomma tutte le sue fedeli guardie del corpo..