Jp Morgan e Barclays: la grexit è più vicina

Dopo che i greci hanno sbattuto la porta contro il piano di salvataggio proposto dalla troika, il caos di Atene torna sul tavolo del direttorio franco-tedesco: oggi la cancelliera (...)

(...) Angela Merkel, rigida custode dell'austerity europea, sarà a Parigi dal presidente francese Francois Hollande. Il faccia a faccia serve a preparare la strategia del successivo Eurogruppo, già previsto per domani.

Per frau Merkel, che ha finora ha dettato la linea alla troika, l'esito del referendum di ieri è quindi una sostanziale sconfitta. Il premier greco Alexis Tsipras «sta mandando la Grecia contro il muro», ha attaccato la donna più potente della Germania, avrà conseguenze pesanti e manderà in fibrillazione tutta l'Eurozona e i mercati finanziari internazionali. Certo è che la Grecia non vuole uscire dall'euro: Tsipras dopo il referendum è anzi più tenace di prima e vuole tornare al tavolo delle trattative per portare a casa l'accordo con i creditori. E secondo un portavoce del governo «il negoziato è possibile perché avrà come base il rapporto dell'Fmi sull'insostenibilità del debito greco».

Frau Merkel, però, non la pensa così. Oggi, invece di incontrare Tsipras, volerà appunto a Parigi per un confronto con Hollande, da cui dipende in ultima analisi il destino di Atene. Sul piatto ci sono decisioni difficili (il punto nodale è scegliere se concedere o meno la ristrutturazione del debito) che riguardano il futuro stesso dell'euro. Va da sè che la settimana sarà problematica sui mercati finanziari e destinata a tenere l'Europa con il fiato sospeso.

Per questo le istituzioni europee sono in stato di massima allerta con la Bce, la banca centrale, che ha convocato per questa mattina il consiglio direttivo, nelle cui mani è il destino delle banche elleniche.

Il vero problema è che la Grecia, nonostante il «no» all'Europa, ha bisogno per sopravvivere dell'iniezione di liquidità che, al momento, solo le istituzioni del vecchio Continente possono dare. Per questo c'è fretta di riaprire le trattative. Altrimenti, per gli ellenici, si profilano momenti bui, senza stipendi e pensioni e l'uscita dall'euro. Con tutte le conseguenze del caso. Un crac che, per la banca d'affari Jp Morgan, si starebbe avvicinando velocemente, anzi sarebbe ormai lo «scenario di base». Simile il vaticinio anche dell'inglese Barclays. Anche perché Atene è già insolvente con l'Fmi per 1,6 miliardi e quindi a un passo dal default.

Senza contare le ripercussione sulla scacchiere internazionale. La Russia di Putin sarebbe infatti pronta ad offrire al Paese di entrare nella sua orbita. E il viceministro dell'Economia Alexei Likachev ha detto: «La Grecia ha fatto un passo verso l'uscita dall'euro». Per ora comunque la strada maestra pare ancora quella del dialogo, che però in cinque mesi, non ha portato a nessun risultato.

Il dialogo è anche l'orientamento del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha convocato il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan per questa mattina, «si dovrà tornare a parlare, lo sa anche la Merkel». Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro francese dell'economia, Emmanuel Macron: «Dobbiamo riprendere i negoziati». Parole concilianti che devono però fare i conti con la Germania e i paesi del Nord Europa che non sembrano molto propensi agli sconti verso i «pigs» mediterranei. Intanto, anche Londra ha annunciato per oggi un vertice sugli effetti del dopo-voto tra il cancelliere dello Scacchiere George Osborne, il premier David Cameron e il governatore della Banca d'Inghilterra, Mark Carney. «Non c'è dubbio che la situazione greca ha un impatto sull'economia europea e dunque anche su di noi». I più ottimisti in questo scenario confuso sono proprio i greci che festeggiano per strada la vittoria del «no». «L'Europa da oggi deve cominciare a curare le nostre ferite» - ha detto il ministro Varoufakis. In realtà i paesi del vecchio continente l'hanno già fatto, prestando alla Grecia, dal 2008, 317 miliardi di euro senza ottenere però riforme decisive capaci di far ripartire un paese in ginocchio.

di Maddalena Camera