Khaki, mimetico e verde militare La moda va alla guerra

Dai piumini agli orologi alle giacche in lino domina l'eleganza coloniale, in ogni tonalità

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Firenze Nella moda i colori non fanno mai cose normali, come minimo «ritornano» ma più spesso «invadono». Ebbene la tinta dominante al 90esimo Pitti in corso a Firenze fino a domani non è mai andata via e se ci invadesse saremmo in guerra. Si tratta infatti di un verde militare molto chiaro detto Khaki dal persiano «khak» ovvero «polvere». L'esercito inglese lo usa dalla campagna di Abissinia del 1868 quando le truppe distaccate dall'India al comando del Generale Napier insegnarono al mondo l'eleganza coloniale. A questo si aggiunse poi una deriva mitteleuropea con le bellissime giacche tirolesi in lino (nome in codice «Leinen Janker») che l'imperatore d'Austria faceva tessere apposta per sé. Da Schneiders, marchio fondato a Salisburgo 70 anni fa, c'è una fedele riedizione del modello in questione ma anche il cosiddetto «Raincoat Gold Touch», un capo color khaki che rivoluziona il concetto di cerata da pioggia. L'impermeabilizzazione è data da un tessuto arricchito di polietilene con una resina termoplastica che ha anche un effetto cangiante. Tutt'altra musica anche sugli imbottiti che sono ormai una realtà della moda estiva. Da Add c'è un doppio blouson con guscio impermeabile in organza trasparente su piumino ultra leggero. Insomma due capi in uno con una doppia tonalità di verde militare. Nello stand di Save the Duck le 50 sfumature del piumino prevedono almeno 10 nuances del color giungla e anche in questo caso l'effetto militare è puramente cromatico. Di grande bellezza la collezione Colmar Originals ispirata ai deserti alieni con capi in piuma elasticizzati e microtrapunte a ultrasuoni che riproducono il motivo mimetico o camouflage che dir si voglia nella sua versione più sfumata. Del resto è proprio questo il senso della tendenza: un militare pacifista. Si parte quindi dal «fleuruflage»(ovvero il mimetico a fiori) di Doriani per arrivare alla stampa di un motivo rupestre (per la cronaca è una caccia alle balene) che sulle spettacolari giacche in lino, cotone e seta del brand Ernesto crea un effetto marziale e al tempo stesso gentile. Si torna al verde militare per l'orologio Stealth 300 metri Carbon di Locman azienda dell'isola d'Elba specializzata in accessori e strumenti segna tempo per uomini di carattere. Da Castori il khaki approda perfino sulle loafer in nabuk con nappine bon ton. «Non mi piacciono le divise e gli stereotipi» tuona Fausto Puglisi poco prima del suo debutto nella moda maschile che prevede un casting fatto con sei detenuti del carcere di Sollicciano, alcuni calcianti del calcio in costume fiorentino, modelli e modelle. In passerella si vedono gladiatori, divinità pagane, sicilianità, dei tatuaggi degni de l'Educazione Siberiana di Nicolai Lilin e un eccessivo omaggio a Versace.