L'ala dei cattolici gli intransigenti Pd spaccato sui profughi

Roma Da che parte sta Matteo Renzi? La domanda se la stanno facendo in molti, nel Pd e nel governo.

Perché la spaccatura tra linea dura incarnata dal ministro dell'Interno Minniti e linea «umanitaria» sostenuta da Graziano Delrio non solo fa ballare il governo e rischia di minare la credibilità delle iniziative italiane sul delicato fronte libico, ma divide profondamente il Partito democratico. E il segretario, secondo l'interpretazione più accreditata, sta «dando un colpo al cerchio e uno alla botte». Sostegno a Gentiloni e al suo tentativo di governare i flussi di migranti dalla Libia, ma anche critiche ai toni troppo duri contro le Ong e il loro ruolo umanitario. Occorre da una parte dare risposte credibili all'allarme dell'opinione pubblica sul fenomeno, apparentemente incontrollato, dell'immigrazione. Un allarme sentito anche dagli amministratori locali del Pd che, soprattutto nel Centro e nel Nord Italia, reagiscono alzando i toni anche con iniziative estemporanee come quella della sindaca di Codigoro che minaccia di alzare le tasse a chi ospita profughi. Un'iniziativa severamente criticata da Renzi e dallo stato maggiore Pd, ma che è il segnale di un malessere diffuso sui possibili contraccolpi elettorali se il Pd venisse percepito come il partito dell'accoglienza a tutti i costi.

Ma dall'altro lato la linea «law and order» incarnata dal ministro Minniti, e la rivolta delle Ong, del mondo dell'associazionismo cattolico e della sinistra contro il codice di comportamento per le organizzazioni umanitarie introdotto dal Viminale (e fermamente sostenuto da Gentiloni) creano un altro tipo di preoccupazione. Se il Pd si appiattisce totalmente sul fronte della fermezza, sostenuto con vigore anche dal centrodestra, rischia - è l'allarme del Nazareno - di diventare bersaglio di attacchi da parte di mondi assai influenti (almeno nell'immaginario di sinistra) sull'elettorato che guarda al Pd. Come dimostra l'intensa campagna pro Ong e anti-Minniti scatenata dal quotidiano Repubblica, e di cui si è fatto alfiere un personaggio come Roberto Saviano. Ecco dunque che dal Pd renziano trapelano prese di distanza e critiche agli «eccessi» di durezza della linea del Viminale, di cui si è fatto portavoce un ministro vicino a Renzi come Delrio.

Commenti

Romolo48

Mer, 09/08/2017 - 18:49

Figuriamoci se Saviano, novello Vate della sinistra, perde un'occasione così ghiotta per mettersi in mostra. Beninteso, il buonismo si fa col portafoglio e sulla pelle degli altri, mica il suo. Lui viaggia sotto scorta (quali pericoli corra poi, resta un mistero), tiene sermoni al popolo di sinistra e così la pubblicità è facilmente assicurata.