L'antirenziano Mineo: l'offerta di dialogo del premier non c'è. Faraone: riforma entro l'estate

RomaPronti «a discutere senza pregiudizi», a cambiare, a «rivedere il testo, i numeri, la tempistica». Ma «entro l'estate il ddl sulla scuola sarà legge». Davide Faraone, sottosegretario all'Istruzione, fissa i paletti: «Fallire sulla scuola vorrebbe dire veder fallire l'anima del governo. Non accadrà». Secondo invece Francesca Puglisi, relatrice in commissione, il provvedimento potrebbe slittare. «Il testo non verrà ritirato, ma se non si riducono gli emendamenti... solo al Senato sono tremila». Però il capitolo precari non sarà stralciato, «chi punta a questo si sbaglia di grosso».

Niente riforma, niente assunzioni, questa dunque la linea del governo. E a dare obiettivamente una mano alla strategia di Renzi arriva la decisione della Consulta di rimandare a data da destinarsi l'esame del ricorso sui precari. Questo fatto, aggiunto alle voci su un premier pronto a forzare la mano, fanno dire a Corradino Mineo, membro della commissione Cultura del Senato, che l'offerta di dialogo in realtà non esiste. «La commissione non si riunirà fino a martedì e tutto lascia intendere che il Pd (di maggioranza) voglia esautorarla per andare in aula con il testo della Camera, presentare un maxi emendamento e porre la fiducia».

Una strada obbligata, almeno dal punto di vista del governo. Matteo vuole chiudere in fretta la partita ma in commissione, se non convince i due della sinistra Pd, Mineo e Tocci, non ha i numeri. Quindi potrebbe aggirare il problema delle tante richieste di modifiche inglobandole in un maxi-emnamento. Non subito però, prima vorrebbe provare a smussare qualche angolo.

E questo è forse il senso da dare alle parole di Faraone, che in un'intervista a Repubblica appare molto conciliante: «Pensavamo bastasse mettere soldi sulla scuola, invertire una traiettoria storica al ribasso, per avere la fiducia della classe docente e ricomporre quello specchio rotto che oggi è l'istruzione italiana. I fatti ci hanno smentito e ora, fermandoci, facendo autocritica, dimostriamo di saper tornare ad ascoltare professori, presidi, studenti, genitori, sindacati». L'altro giorno il premier ha ipotizzato una conferenza nazionale. «Se apriamo una giornata di discussione - spiega Faraone - lo facciamo senza preconcetti». Tanto i tempi per assumere i centomila precari stanno scadendo. «Ai primi di luglio il tema dello stralcio non si porrà più, potremo entrare nel merito senza fretta». E per la Puglisi «non sarà sufficiente un mese di tempo per far entrare in vigore la riforma e le relative assunzioni a settembre». Ma «il provvedimento va tenuto tutto insieme, non può essere ridotto ad uno spezzatino. La scuola non è un assumificio».

L'obbiettivo del governo è quindi di riuscire a recuperare almeno Walter Tocci e scremare il numero degli emendamenti presentati dall'opposizione. Secondo Faraone «quelli seri sono cento, gli altri sono stati messi per fare ostruzionismo». Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura, è ottimista. «Se martedì si chiude bene, poi la legge verrà approvata a tempo di record».

Non sarà facile. Nichi Vendola parla di ricatto: «I precari vengono usati per far passare un provvedimento che colpisce la scuola pubblica». Nemmeno Forza Italia farà sconti. Dice Elena Cementero: «Rischiamo il caos all'inizio del prossimo anno scolastico, grazie anche al tentativo della minoranza del Pd di svolgere sulla scuola un congresso interno. Una cosa è certa, se il governo metterà la fiducia noi diremo no».