L'arcivescovo di Canterbury: "Sono figlio del segretario di Churchill"

Apprendere a sessant'anni che il vostro vero padre non è quello da cui avete preso il cognome non è mai una cosa facile. Se poi si è l'Arcivescovo di Canterbury è un bel problema. Il fatto che il padre segreto fosse poi il segretario personale di Sir Wimston Churchill di certo non aiuta.

Sembra un racconto uscito dalla penna di Charles Dickens, invece la vicenda è pura verità e campeggiava ieri sulle pagine di tutti i giornali nazionali. Grazie un esame del Dna, si è infatti potuto provare con certezza che il vero padre del reverendo Justin Welby non è il commerciante di wisky Gavin Welby, come peraltro l'intera famiglia aveva sempre creduto, ma sir Anthony Montague Browne, con cui la madre di Welby trascorse una notte di passione proprio poco prima di sposarsi. Dato che si trattò di un fugace incontro, causato dall'eccesso di alcool consumato in grandi quantità da parte dei due improvvisati amanti, la madre di Welby archiviò senza sensi di colpa la questione e la storia fini' li. Il piccolo Justin nacque esattamente nove mesi dopo il matrimonio dei Welby e nessun pensò mai che non si trattasse del fortunato frutto di una notte della loro luna di miele. Almeno fino a quando, nelle scorse settimane il Daily Telegraph non rivelò all'Arcivescovo che esistevano dei dubbi sul suo vero padre. Nelle scorse settimane Welby ha accettato di sottoporsi all'esame del Dna e di confrontarlo con quello del suo presunto genitore, ormai defunto al pari di quello che l'ha cresciuto. È stata dunque un'enorme sorpresa venire a sapere che i Dna corrispondevano e che il suo vero padre era Sir Montague. Non meno scioccata è rimasta Lady Jane Williams che non aveva mai sospettato di poter portare in grembo il figlio di quella «liason» di una sola notte. A dir il vero strano che non avesse mai avuto nemmeno un dubbio dato che l'Arcivescovo assomiglia parecchio a Sir Montague Browne. Comunque la signora, che divorziò da Gavin Welby nel 1958 dopo soli tre anni di matrimonio, ha commentato sportivamente la tardiva scoperta.

«Anche se i ricordi sono frammentari ricordo di aver trascorso una notte insieme ad Anthony -ha ammesso - dopo che entrambi avevamo bevuto troppo. Evidentemente le precauzioni che avevamo preso non hanno funzionato». L'Arcivescovo ha dichiarato comunque di non essere rattristato dalla scoperta che non muta in alcun modo il rapporto con l'anziana genitrice.

Commenti

Anonimo (non verificato)

Una-mattina-mi-...

Dom, 10/04/2016 - 12:35

FIGLIO DELLO SPIRITO, in ogni caso. Commerciante di whiskey il patrigno, ubriachi i genitori biologici. Che bella storia.