Largo ai giovani tra stampe «emotion» e tessuti dipinti in 3D

Opere d'arte i pantaloni-palazzo di Marani. Divertenti i Leitmotiv

Ieri ultimo giorno ufficiale di sfilate di Milano Moda Donna - in realtà i giochi si erano già chiusi la sera precedente con la festa per i cinquant'anni di Vogue - è stato anche quello dedicato ai giovani, noti e meno noti e il loro navigare fra nuovi linguaggi.

Giulia Marani sceglie di stagione in stagione un artista con cui esplorare strade non battute. Questa volta è stato il fotografo Andrea Tonellotto ad affascinarla con polaroid di gusto metafisico. «I suoi paesaggi urbani fatti di forme nette e colori densi si sono trasformati in stampe, intarsi e geometrie» diceva la trentenne figlia d'arte che a ogni stagione aggiunge tasselli di bravura al suo bagaglio di lavorazioni sofisticate in maglia. Su forme squadrate e minimal, si sono impressi colori e atmosfere suggestive, al punto che anche i top, gli abiti senza peso e i pantaloni palazzo apparivano opere d'arte ambulanti, fresche come la creatività dei ragazzi di oggi. Vedi per esempio quella del duo Leitmotiv: Fabio Sasso e Juan Caro, al loro debutto. Juan colombiano ha frequentato l'accademia di Belle Arti a Bologna, Fabio, milanese, ha studiato moda. Insieme si sono concentrati su stampe digitali e tessuti sofisticati che apparivano come tele dipinte a motivi floreali mixati a divertenti emoticon, le faccine che sorridono, trasformate in applicazioni e ricami. I riferimenti all'arte possono essere, tuttavia, molto sottili, concettuali come dimostra l'eccellente lavoro di Marianna Rosati sulla collezione Drome pensando alle forme pure del suo architetto preferito, Frank Gehry.

Da qui, straordinari capi di pelle trattata a specchio e tagliata al laser per top molto brevi (si chiamano crop-top) e micro gonne ma anche pelle accoppiata col denim, gonne plissettate in pelle leggerissima effetto seta. Divertente il biker jacket con la ruche. Ma le fonti d'ispirazione delle nuove generazioni c'è anche la letteratura. Daniele Carlotta ha voluto evocare con la sua nuova collezione giocata tra il maschile e il femminile, il personaggio descritto da Virginia Wolf nel romanzo Orlando ma visto in salsa Miami Vice e condito con suggestioni anni Ottanta rubate a Scarface , indimenticabile film di Brian de Palma... Chiunque perderebbe la trebisonda ma il bravo stilista siciliano si è destreggiato benissimo fra gessati androgini e organze triple, fra georgette di seta e techno cady, modelli dai volumi couture e dettagli di lino a forma di garofani.

Talvolta il copione è come già scritto ma ci vuole talento per riportarlo nei sogni delle donne di oggi. Per un felice ritorno ai codici della storica maison Mila Schön, la società giapponese Itochu che ne possiede il marchio, ha chiamato il giovane Alessandro De Benedetti il quale attraverso un attento lavoro sartoriale ha ottenuto silhouette nitide impreziosite da stampe dipinte a mano con tempere e cere tridimensionali. E sul classico double che aveva reso celebre la grande signora della couture milanese, ha impresso un twist speciale fondendo chiffon di seta e crêpe de chine e irrigidendoli con bondature: da qui, tailleur tagliati al vivo, perfettamente reversibili: piccoli capolavori per un futuro semplice e non remoto.