«Lascio un movimento giovanile vitale Ma dobbiamo trovare nuovi linguaggi»

La coordinatrice uscente: «I nostri valori restano sempre attuali»

Roma Onorevole Annagrazia Calabria, lei si appresta a lasciare dopo otto anni la guida del movimento giovanile di Forza Italia. Con quale stato d'animo?

«In questo momento mi definirei concentrata e felice. Concentrata perché l'impegno organizzativo di queste settimane è importante, è il primo congresso da 20 anni a questa parte e abbiamo dovuto definire le regole, le procedure di voto e lavorare per l'accoglienza di centinaia di ragazzi. Felice perché lascio un movimento sano, pieno di giovani con tanta voglia di lavorare».

Da inizio mandato la geografia del centrodestra è molto cambiata.

«Sì, le percentuali erano diverse, così come lo erano quando entrai in Forza Italia a 16 anni. Ma c'è ancora una struttura compatta su cui si può fare affidamento. Io lascio dopo una elezione alla Camera avvenuta in un collegio uninominale considerato perdente. Una vittoria ottenuta grazie al sostegno dei ragazzi del movimento giovanile con cui ogni giorno giravamo due-tre mercati rionali. Il mio addio poi coincide con l'approvazione della prima proposta di legge che porta il mio nome: quella sulla videosorveglianza negli asili. Un traguardo di cui vado orgogliosa e per il quale molto del merito va al lavoro fatto dai ragazzi a colpi di petizioni».

Ha scelto di non indicare un candidato.

«Sì, ho voluto una procedura imparziale ed equidistante e non ho voluto essere presente quando sono state stabilite le regole per lasciare che fossero i giovani i protagonisti. Abbiamo voluto un congresso vero. Io ho tenuto un atteggiamento di equidistanza, anche se l'auspicio è sempre stato quello di un congresso unitario e mi sembra che si stiano creando le condizioni affinché questo si realizzi».

Forza Italia è portatrice di un messaggio più complesso rispetto a certe parole d'ordine immediate delle forze oggi al governo. Come si fa a conquistare il voto giovanile?

«Forza Italia devo tornare a pensare in grande, c'è un problema di marketing e di un linguaggio che deve essere vicino al popolo, ma i nostri valori e principi sono attualissimi. Noi abbiamo sempre contestato gli spot, fossero gli 80 euro di Renzi o il reddito di cittadinanza di oggi. Dobbiamo continuare a farlo e lottare per far comprendere i nostri contenuti».

Il pericolo che i giovani azzurri possano essere attratti da Salvini esiste?

«Sicuramente sono attratti dai messaggi forti, chiari e immediati, ma chi ha aderito a Forza Italia lo ha fatto in base a valori che lo spingono a restare. Non abbiamo avuto grandi smottamenti, è accaduto solo là dove i nostri dirigenti locali non hanno saputo far spazio ai ragazzi più bravi. I giovani vanno valorizzati».

FdF