L'asse Salvini-Meloni spacca Fratelli d'Italia

Tre defezioni: Corsaro, Totaro e Nastri verso l'addio al partito dopo la manifestazione di sabato

Roma - Tutti pazzi per Matteo Salvini dalle parti della destra italiana? No, qualche eccezione c'è. Se le adesioni al nuovo corso leghista da parte degli eredi di Alleanza Nazionale di certo non mancano e quella che Francesco Storace definisce la «corsa sul Carroccio del vincitore» continua, dentro Fratelli d'Italia si annunciano alcuni sommovimenti eccellenti.

Da tempo Massimo Corsaro non nasconde la sua plateale insoddisfazione per la guida del partito. E presto, forse già nelle prossime ore, potrebbe arrivare l'annuncio del suo addio alla creatura politica nata per iniziativa di Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Corsaro, a dare retta ai rumors del Transatlantico, potrebbe uscire dal gruppo della Camera per spostarsi nel gruppo misto e dovrebbero arrivare, nelle settimane successive, altre due defezioni. I nomi sono quelli di Achille Totaro e Gaetano Nastri. Recentemente il deputato di FdI, con una lunga storia politica dentro Alleanza Nazionale, ha puntato il dito contro le modalità di gestione della Fondazione An, prendendosela con lo strapotere degli ex colonnelli, colpevoli di una gestione chiusa e di un sostanziale «arroccamento». Accuse che non hanno risparmiato neppure Giorgia Meloni. Il secondo elemento di malumore riguarda le scelte politiche e quello che viene visto come un sostanziale «appiattimento di FdI sulla Lega».

Basta scorrere il suo profilo pubblico sui social network per leggere critiche chiare alla linea del partito. «Almirante avrebbe tollerato di sentir parlare di “Italie” in piazza del Popolo?». Oppure: «Quella del felpista (Salvini ndr ) è una scorciatoia, furba per chi ha come obiettivo la massimizzazione del proprio consenso personale, ben sapendo di non poter mai ambire a divenire una reale alternativa al governo del PD. Ma non ha senso per chi invece dovrebbe avvertire la responsabilità di avviare una lunga e difficile ricostruzione di un'area che possa garantire credibilità e speranza di vittoria; quella destra di governo che seppero rappresentare An e parti di Fi e che non riuscì a essere interpretata dal Pdl». E ancora: «Non sarò tra gli imbucati» alla manifestazione di piazza del Popolo. Manifestazione in cui l'accoglienza per Giorgia Meloni da parte del popolo leghista è stata calorosa.

Commenti

spectre

Mer, 04/03/2015 - 15:00

se ne andassero pure con il PD .... tanto di gente che non ci mette la faccia ma solo il sedere per sedersi e prendere i soldi a palate ne abbiamo già abbastanza.