Laurea, presto o bene?

Giuliano Poletti non ha dubbi: "Laurearsi a 28/29 anni non serve a nulla". L'importante è imparare o essere competitivi?

Meglio presto o meglio bene? Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti non ha dubbi, almeno in campo universitario.

«Un giovane che si laurea a 28/29 anni - ha detto ieri alla Fiera di Verona, inaugurando la prima giornata di JOB&Orienta, il salone nazionale dedicato a orientamento, scuola, formazione e lavoro - riuscirà difficilmente a competere nello scenario internazionale con un neolaureato ventunenne.

Un voto alto serve a poco, meglio laurearsi prima: meglio un 97 a 21 anni piuttosto che un 110 e lode a 28».Un inno alla sveltezza? Oppure un peana alla superficialità? Ha senso incoraggiare i giovani a poltrire per anni dentro il caldo liquido amniotico della famiglia in nome di qualche voto in più? Oppure meglio arrivare sul mercato del lavoro più impreparati ma giovani? Ecco che cosa ne pensiamo.

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Commenti

wizardofoz

Ven, 27/11/2015 - 11:15

Lauree o diplomi professionali spendibili sul mercato da ottenere nei tempi previsti. Lavori interinali, viaggi, lingue sin da giovanissimi. Mai fermarsi.

Ritratto di giorgiogavi

giorgiogavi

Ven, 27/11/2015 - 11:40

Nei paesi piu avanzati i giovani si laureano presto, 21/22 anni ed entrano nel mercato del lavoro. Se sono capacia 28 fanno il master ed avanzano nella carriera tenendo presente che lesperienza lavorativa avolte vale piu di quella accademica. I nostri che si laureanoa 28 e piu , sono poco competitivi sul mercato, se fosse quello internazionale sarebbero fuori, anche con i loro 110 e lode di fronte a coetanei con 6 anni di esperienza lavortiva nonche facendo il master.Il ministro ha perfettamente ragione.

Adinel

Ven, 27/11/2015 - 15:16

le due cose ; cioè presto e pure bene come avviene in altri paesi ! Vedi Svizzera , Germania ( come esempio) ! cosi poi dopo i master, vengono inseriti nei rispettivi posti di lavoro! Ma per inserire i giovani , bisogna poter e obbligare anche funzionari qualora avessero raggiunto l'etá di pensionamento a lasciare i posti di lavoro! Invece in Italia rimangono a lungo incollati alla poltrona!! ( sopratutto statali)! , e cosî facendo molti talenti non possono mai inserirsi, perciô espatriano!!!! Ci vogliono altre regole !!!