L'Australia insegna: militarizzare i mari

Canberra, grazie al blocco navale propagandato da un video multilingue, ha ridotto del 90% gli sbarchi

Il fenomeno migratorio è un elemento che si è presentato con costanza e regolarità nella storia. In alcuni periodi si è manifestato come fenomeno poco gradito, e per questo strettamente regolamentato, in altri si è rivelato necessario e persino indispensabile per valorizzare e arricchire alcune tra le più importanti economie del nostro mondo, come ad esempio gli Stati Uniti e l'Australia. Ma sono proprio questi paesi, cresciuti grazie all'immigrazione, a impartire oggi un'utile lezione sul fenomeno.

Distanti per storia e cultura da impostazioni ideologiche, legate al pensiero politico, o alla religione, queste «nuove» nazioni si trovano oggi ad affrontare come un nemico, ciò che un tempo aveva portato alla loro nascita. L'Australia è un Paese ricco, dotato di abbondanti risorse naturali e di un sistema molto favorevole alla creazione d'impresa: queste lontane terre, sono da sempre meta e desiderio di migliaia di aspiranti immigrati. Molti di questi possono entrare regolarmente, grazie ad un sistema relativamente flessibile che permette a cittadini di alcuni paesi, di vivere in Australia per un periodo limitato di tempo, tale da permettere la ricerca di un lavoro. Alla scadenza del visto, però, non esistono eccezioni. Senza uno «sponsor», quindi un'azienda che proponga un contratto di lavoro, l'immigrato è espulso dal continente, senza deroghe. Questa misura si applica all'italiano, così come al cittadino del Regno Unito, o della Corea del Sud. L'Australia, come ogni economia in crescita, ha bisogno dell'immigrazione, ma alle sue condizioni.

Altri Paesi, da cui potrebbero provenire immigrati meno qualificati, o più distanti culturalmente - anche questo fattore è oggetto di considerazione - devono invece contare su accordi più restrittivi. Ma come emigrano i cosiddetti disperati, ovvero chi non può contare su un Paese di nascita «amico» del governo australiano? Anche lì, come in Italia, il fenomeno degli sbarchi è stato ampiamente diffuso. Fino a un giorno: quello dell'insediamento del governo di centrodestra di Tony Abbott, che grazie ad una nuova politica di «tolleranza zero», ha di fatto eliminato i costosi e pericolosi sbarchi dalle acque australiane.

Abbott ha istituito nel 2013, un sistema di protezione militare, denominato Osb, e ribattezzato «Stop the Boats». Il sistema può contare sull'impiego di navi militari impegnate a pattugliare senza sosta le acque a rischio infiltrazione. In sinergia con la strategia militare, il governo ha infine diffuso, un'efficace campagna di comunicazione dal titolo «No Way», ovvero «impossibile». Con video e manifesti tradotti e diffusi nelle lingue più sensibili: arabo, indonesiano, indiano eccetera. I risultati non si sono fatti attendere. In un anno è stata registrata una riduzione del 90 per cento degli sbarchi: 207 nel 2013, contro i 2629 dell'anno precedente.

Il video, diffuso in tutti i Paesi a rischio, presenta il messaggio di un alto grado militare delle forze armate Australiane: «Qualsiasi imbarcazione irregolare verrà espulsa militarmente. Il provvedimento si applica a tutti: famiglie, bambini, minori non accompagnati. Non venite in Australia senza un visto. Non ascoltate chi vi dirà che si può fare. Queste persone vogliono i vostri soldi, e vi metteranno in pericolo». Un messaggio e una politica migratoria che non lasciano spazio ad alcun compromesso, lontani anni luce da quanto intrapreso da un governo che, fino a ora, sembra si sia limitato a ignorare il fenomeno. E così continuerà a fare. Fino al prossimo sbarco, fino alle prossime vittime.

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Lun, 20/04/2015 - 08:19

Là non hanno nè il Vaticano nè il PD.

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giangol

Lun, 20/04/2015 - 08:56

gli australiani sono cattivi e razzisti. dai sboldrina andiamo a prendere anche i clandestini nell'oceano indiano già che ci siamo...

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ContessaCV

Lun, 20/04/2015 - 09:13

I Paesi che agiscono come l'Australia sono Paesi civili e ben governati. In questo modo evitano lo scontro sociale,proteggono la popolazione autoctona ed impedendo l'invasione incontrollata, cosa che accade invece in Italia grazie ad un ipocrita buonismo, non costringono i clandestini a vivere come delle bestie sul territorio di un Paese che si professa civile. Speriamo che i nostri governanti, visto che non hanno buone idee, siano almeno capaci di copiare....

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onollov35

Lun, 20/04/2015 - 09:14

Cosa impedisce a noi Italiani di effettuare continue esercitazioni navali ai limiti delle acque Internazionali e impedire gli sbarchi?

lupo1963

Lun, 20/04/2015 - 09:46

Non hanno ne'l'europa ne' il pd.

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 20/04/2015 - 10:04

Ripeto quanto già detto per un altro articolo. L'Australia si difende dall'immigrazione proveniente via mare dalle coste della vicina Asia respingendo i natanti e dando pubblicità al fatto. Invece il trio di non eletti Monti, Letta, Renzi, seguendo gli esempi precedenti e succubi dell'iniquo demenziale protocollo di Dublino, ha adottato la scelta dell'accoglienza incondizionata, che ha incentivato il vorticoso aumento dei viaggi della speranza ed ha riempito il bel paese di gente culturalmente non assorbile, facendone pagare il prezzo più grave ai più poveri nei quartieri di periferia. Che poi questa politica dell'accoglienza costituisca un affare per molti, la mafia, le cooperative, la politica, è ormai ben noto, con gli immancabili riflessi di carattere penale. Ringrazio Renzi, buon ultimo, per il record dell’accoglienza, ovviamente condita dalle chiacchiere, more solito.

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 20/04/2015 - 10:45

Ripeto quanto già detto per un altro articolo. L'Australia si difende dall'immigrazione proveniente via mare dalle coste della vicina Asia respingendo i natanti e dando pubblicità al fatto. Invece il trio di non eletti Monti, Letta, Renzi, seguendo gli esempi precedenti e succubi dell'iniquo demenziale protocollo di Dublino, ha adottato la scelta dell'accoglienza incondizionata, che ha incentivato il vorticoso aumento dei viaggi della speranza ed ha riempito il bel paese di gente culturalmente non assorbile, facendone pagare il prezzo più grave ai più poveri nei quartieri di periferia. Che poi questa politica dell'accoglienza costituisca un affare per molti, la mafia, le cooperative, la politica, è ormai ben noto, per gli immancabili riflessi di carattere penale. Ringrazio Renzi, buon ultimo, per il record dell’accoglienza, ovviamente condita dalle chiacchiere, more solito.